1. Storie d’altri tempi


    Data: 04/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: pierinoluposolitario, Fonte: Annunci69

    Bonifacio e Alessio con abiti da contadini si recarono con Vasino alla fiera che si teneva in autunno sul piazzale antistante il mastio del castello. Le facce annerite dalla fuliggine i cappelli di feltro bigi calati sulla fronte, le braghe di lana ruvida, un po’ lise e fruste. Vasino scambiava sovente allegre battute con le avvenenti venditrici nel duro linguaggio quotidiano. Un mendicante giovane, accoccolato per terra, attirò la loto attenzione. Da quell’ammasso di cenci sporchi risaltavano solo i tizzoni ardenti dei suoi occhi neri. Un cane dormiva tra i suoi piedi scalzi. Tese loro la mano, senza troppa convinzione. Bonifacio, istintivamente, ordinò a Vasino di dargli un denaro, poi si trattenne, si fece consegnare la moneta e gliela diede lui stesso. Il ragazzo fu lesto a raccattarlo, lo saggiò con i denti, sorrise. Rapido, prese la mano del contadino che ancora esitava di fronte a lui e la baciò. Sollevò il suo sguardo verso l’alto e sorrise, in modo strano. “ Le vostre mani, Signore, non sanno certo cosa vogliano dire zappa e vanga ”. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Pronto, Vasino si intromise tra i due, quasi a voler proteggere il suo Signore da quel giovane astuto ed impertinente. Spaventato il mendicante si alzò il piedi di scatto e cerco di fuggire, mentre il piccolo cane abbaiando si avventava contro le caviglie di Vasino. Dalle braghe rotte del ragazzo la sua natura rigogliosa fece capolino, inutile, la frusta camicia non riusciva più a ricoprire ...
    granché. Alessio, diede di gomito a Bonifacio, bastò un’occhiata tra di loro. Prese per un braccio il ragazzo e gli disse perentorio: “Vieni con noi!”. Spaventato, tremante non riuscì né a divincolarsi da quella presa, né ad opporre grande resistenza ai tre. Qualcuno guardò incuriosito quella scena, resa ancora più concitata dalla furia del piccolo cane che, allontanato con decisione da Vasino, cercava di avventarsi contro i tre, pur di difendere il suo padrone. Vasino mormorò al ragazzo: “Non temere, oggi riempirai a dovere il tuo ventre”. L’altro lo guardò ancora più stranito. Aveva raccolto il soldo, non aveva fatto nulla di male, pensava tra sé e sé, non lo aveva mica rubato. Decise di non opporre più resistenza e li seguì, richiamando il suo cane, che ora si limitava a ringhiare con la coda in mezzo alle gambe e il pelo ancora ritto sul dorso. Passarono davanti ad un’osteria, ma non vi entrarono. “Se dobbiamo mangiare”, pensava “potremmo anche fermarci qui, una equivale all’altra, basta mettere qualcosa sotto i denti e bere un bichierozzo di buon vino ”. Non si fermarono e non entrarono in nessuna delle osterie. Giunti in un certo punto, fuori le mura, dove ormai non c’era più nessuno, Vasino si accostò ad una pesante porta ferrata nascosta da un folto cespuglio di edera, bisognava conoscerne l’esistenza, per trovarla. Tolse dalla scarsella appesa alla cintura una chiave e la aprì. Si scostò, lascio passare i due giovani e apostrofò il tremante mendicante: “Su, entra!, cosa ...
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