1. UN OBELISCO DAVANTI AL FORO


    Data: 04/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69

    (Racconto n. 78) (Questo racconto è dedicato a due miei appassionati lettori che mi hanno dato degli spunti: Chegusto e Menestrello83) Per la notte ci siamo accampati poco oltre la porta Appia. Il giorno dopo avremmo fatto l’ingresso a Roma. Il ritorno dalla guerra era stato piuttosto lungo perché avevamo dovuto aspettare la stagione migliore per poterci imbarcare senza il pericolo di una tempesta. La guerra era stata breve e l’avevamo vinta senza alcuna difficoltà, con poche perdite. La rivolta di quella provincia, in fondo, era stata fatta da gente male organizzata e peggio ancora armata. Però, se fosse andata male, sarebbe stato un brutto smacco per l’impero ed è per questo che l’imperatore ci aveva organizzato un’entrata trionfale in città ed aveva indetto una settimana di feste e spettacoli. Io ero il capo delle truppe e sarei stato incoronato di alloro dallo stesso imperatore. La sera facemmo un gran falò, ci fornirono una ricca cena ma non permisi ai miei soldati di eccedere in libagioni perché il giorno dopo dovevamo mostrarci al popolo nel miglior modo possibile. Per i bagordi ci sarebbe stato tempo nei giorni successivi. Non permisi loro neanche di coricarsi con le prostitute (ed i prostituti) che avevamo portato con noi a nostro uso durante la spedizione, e neppure con gli schiavi, che avremmo potuto vendere al mercato intascandone il prezzo. Più sono “nuovi” e più hanno valore. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Il giorno dopo è stato memorabile. Feci ...
    l’ingresso su una grande biga da parata decorata da festoni di fiori e trainata da quattro cavalli bianchi. Ho indossato una preziosa armatura donatami dall’imperatore che dava ancora più imponenza alla mia figura, già di per sé alta e massiccia. Davanti a me i soldati con le insegne, dietro le truppe a cavallo e, a seguire, i fanti. Tutti con le armature tirate a nuovo che brillavano al sole, tanto erano lucide. Facemmo la strada verso il Circo Massimo affiancati dalla folla festosa che gridava “duce, duce, duce” al mio passaggio. Entrammo nell’arena osannati dalla folla che gremiva le gradinate poi io ed i miei fidi più stretti siamo stati accolti nel palco imperiale dove si è svolta la cerimonia dell’incoronazione. Il banditore ha annunciato che il sovrano concedeva a tutti i miei soldati il dono di un pezzo di terra demaniale. A me ha donato una villa urbana fornita di una grande casa e di un vasto parco con grotte e fontane. Inoltre avrebbe accolto qualunque richiesta gli avessi fatto, lasciandomi il tempo di pensarci. Subito dopo sono cominciate le feste con vari giochi gladiatorii, a cui hanno voluto partecipare alcuni dei miei valenti uomini per mettersi in mostra con la loro donna o per conquistarne qualcuna per passarci la notte. Anche io mi sono esibito in una lotta contro lo schiavo più forte che c’era ed ho vinto io. Ammetto che forse, in realtà, ha voluto perdere per rispetto alla mia autorità ma si è battuto con tutte le sue forze. Stremato e coperto di sudore, al ...
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