1. il colloquio di lavoro


    Data: 04/12/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ero a Parigi da sei settimane. Io e Andreina avevamo trovato in affitto un appartamentino vicino a Porte de Chatillon, nei pressi della città universitaria. Non centralissimo, certo, ma nemmeno troppo fuori mano: un quarto d’ora di cammino, circa, fino a Montparnasse. Era una bella casa, luminosa, con le pareti imbiancate da poco, mobili moderni, puliti, e una bella finestra ampia affacciata su un parco.Io mi trovai subito benissimo, e l’aria parigina in pochi giorni mi fece passare la malinconia per la spinosa situazione che avevo lasciato a casa. Ultimamente però, i soldi che avevo portato con me dall’Italia cominciavano a scarseggiare.Dopo essermi fatta fare diversi prestiti da mia cugina, giunse il momento in cui necessariamente dovevo darmi da fare a cercare un lavoro per tirar su qualche soldino.Cominciai dunque ad affrontare una incredibile serie di colloqui di lavoro. Commessa, segretaria, magazziniera, barista. Tutti quelli con cui sostenevo i miei colloqui erano concordi nel dire che ero bella, simpatica, gentile, ma il mio francese era proprio brutto. Ragion per cui, pur con un delicato “se ne avremo la necessità, terremo conto di lei”, mi scaricavano tutti.Dopo un paio di settimane e una cinquantina di incontri, ero a pezzi. Così, mentre con aria sconsolata attraversavo Boulevard Voltaire, mi guardavo intorno alla ricerca disperata di cartelli che richiedessero personale. Niente. Ero abbattuta, stanca. Entrai in un bistrot e ordinai un caffè. Mentre lo ...
    sorseggiavo, mi cadde lo sguardo su una bacheca all’ingresso. “Emploi voulait”. Seguiva un numero di telefono. Chiamai immediatamente. Mi rispose una voce maschile, molto suadente. “Bon après-midi, avec qui je parle? ».Mi presentai, con il mio francese un po’ zoppicante. L’uomo al telefono sembrò abbozzare una risata, poi mi chiese : «Italien ? ». risposi di sì. « Femmes italiennes sont charmants », commentò, con tono sornione. Gli domandai di che impiego si trattasse, e gli spiegai che avevo molto, molto bisogno di lavorare. « Et immediatement », specificai.« Immediatement ? » replicò lui. Mi spiegò che era un posto da commessa in una gioielleria, e aggiunse che, se volevo, potevamo incontrarci anche subito, se non ero lontana dal suo ufficio. Era in Rue de Rivoli. Feci due rapidi calcoli : potevo arrivare in un paio di minuti a Place de la Nation, percorrere Rue du Faubourg St. Antoine ed arrivare in Place de la Bastille. Da lì, entrare in Rue de Rivoli e giungere all’ufficio. Un tratto lungo, certo, ma abbastanza agevole. Accettai. Prima di mettermi in cammino, mi feci indicare la toilette. Qui, mi controllai i capelli, misi un po’ a posto il trucco e diedi una sistemata alla camicetta, che era stretta da una alta cintura di cuoio infilata su una gonnellona di cotone giallo chiaro, in stile provenzale.Da lì all’ufficio di monsieur Gradaux, così si chiamava, fu una piacevole passeggiata: giunsi con i capelli un po’ meno composti, un fiatone leggero, e la testa vuota, emozionata come ...
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