1. Sverginata/o in barca a 18 anni - 2


    Data: 04/12/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: AngelicaTrav, Fonte: EroticiRacconti

    Premessa: raccomando a chi si imbatta in questo racconto senza aver letto la parte 1, di leggerla...solo così ciò che segue (non racconto di fantasia ma esperienza reale e vivida) potrà esssere compreso. Alcuni penseranno che io scriva per eccitare ( se avviene mi fa solo piacere), ma è invece una necessità: i ricordi mi sono piombati come un uragano dopo aver trovato le foto di quei giorni (vedi galleria) e tutto mi torna alla memoria con forte desiderio di essere condiviso. Primi di agosto allora, ormai era da inizio luglio che dopo la prima gita in barca mettevo calze per mio zio (ricordo, non zio parente ma amico di famiglia che chiamavo appunto zio fin da piccolo). Ed era da almeno 15 giormi che mi veniva in bocca se non quotidianamente, almeno 4-5 volte a settimana e già avevo perso il conto delle sborrate che gli avevo ingoiato. Adoravo il rito, adoravo il momento che capivo che dovevo mettere calze, e che lui non avrebbbe avuto occhi e pensieri che per me; non posso dire che mi piacesse succhiarlo a farmi venire in bocca, ma per lui era così bello evidentemente farlo e io lo amavo così devotamente che godevo a sapere che lui scaricava la sua estasi solo in me. Avrei fatto tutto pur di non vedere una faccia delusa da parte sua. Ero sempre io e non posso dire che ero cambiato (uso sempre maschile per questo racconto) né che mi sentissi più donna; vero è che sentii esigenza di eliminare anche i pochi peli che avevo sul pube e sul sederino per essere ancora più liscio ...
    per lui, e una volta che dovetti andare a Roma per ritirare dei documenti per mio padre andai prima in una merceria e comprai 2 paia di Omsa Prestige colore Lola, le prime che mi fece indossare, e un pacchetto di HB, le sigarette che fumava zio Roberto e che mi faceva fumare. Non gli dissi che mi ero comprato delle calze, avevo sensazione che volesse il monopolio e le mettessi solo per lui. Così la notte mettevo calze per dormire, e spesso verso l'1 di notte (nottambulo fin da allora), uscivo in giardino mentre tutti dormivano e mi sdraiavo sull'amaca con le calze indossate, nuda/o, e lì fumavo ammirandomi e sognando gli occhi spiritati e trasformati dello zio quando le mettevo. Questo è un rimprovero che sento di fargli: essendo un feticista perso mi fece diventare una fumatrice (qui uso il femmminile). Sopratutto perché, insieme alle calze, mi trasmise la strana idea che la sigaretta fosse parte integrante della seduzione, cosa vera per lui ma non per tutti. Quado mettevo le calze per lui , mi faceva fumare continuamente, tranne quando....occupava la bocca con altro. Se comunque misi calze prima volta in barca, se presi sua sborra in bocca prima volta in barca, anche il seguito avvenne prima volta in barca, era destino. Ormai scendevo sottocoperta appena arrivata, prima che lui uscisse dal porto,indossavo le calze, mi spogliavo e mi sdraiavo a fumare pensando alle occhiate che mi avrebbe dato quando sarebbe sceso, e che avrebbbe goduto nella mia bocca. Scese e mi disse: " ma ...
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