1. Un Uomo, Una Donna


    Data: 04/12/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: fiordizucca, Fonte: Annunci69

    Avevo litigato con la mia ragazza e non era la prima volta che succedeva, ma quella sera mi aveva veramente rotto le palle e l'avevo violentemente mandata a quel paese troncando ogni relazione. Dopo averla lasciata sul portone di casa sua, mi butto sull’auto e giro per la città senza una meta precisa guidando nervosamente. Sono passate le ventuno da un pezzo ed è già da più di un'ora che vago, come uno zombi, maledicendo tutte le donne e il loro modo uterino di ragionare. La serata estiva è calda e l'aria è soffocante e umida, tipica delle giornate in cui lo Scirocco soffia senza tregua sulla mia cittadina sullo Stretto di Messina. Proprio per questo motivo non mi andava di rientrare a casa troppo presto e dovermi rinchiudere nella mia stanza dove l’aria era certamente più soffocante e irrespirabile. Nel mio bighellonare senza meta, passo davanti ad un bar, ho sete e decido di fermarmi per farmi una birra fresca. Seduto ad un tavolino sul marciapiede, mi godo la frescura di uno dei tre ventilatori appesi alla pensilina . Uno è proprio sopra la mia testa attaccato ad un pergolato fatto con le canne che di giorno dovrebbero riparare i clienti dal sole. Le grosse pale sembrano girare anche loro a fatica per il gran caldo e cigolando tentano, vana pretesa, di mitigare l’umida calura. Sempre più annoiato osservo pigramente i giochi di alcuni ragazzi che tentano con trucchi infantili di palpeggiarsi l'unica ragazza della compagnia e le sono tutti addosso come le mosce sul miele. ...
    Poveri illusi, penso istintivamente, siete in troppi per una sola ragazza, certamente non riuscirete a concludere nulla. Anche quelle scene contribuiscono ad aumentare la mia incazzatura perciò mi alzo e rimonto in macchina. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Gira e rigira passa così un'altra mezzora di vagabondaggio senza uno scopo preciso. Mi ritrovo alla fine a passare davanti ai giardini di una piazza sul lungomare dove so esserci un diurno e sentendomi la vescica piena, fermo l'auto per entrare nei gabinetti pubblici. Mentre orino mi guardo intorno, cinque o sei persone in tutto tra uomini e ragazzi, ma l'ambiente ha qualche cosa di particolare che non convince. All’apparenza sembrano tutti intenti a fare quello che normalmente si fa in un gabinetto, però c’è un qualcosa , c’è un’atmosfera che mi lascia perplesso. Comunque espletate le mie necessità corporali ritorno in macchina e mi accendo una sigaretta lasciando la portiera aperta per fare circolare una maggiore quantità d’aria. Maledizione fa proprio un caldo africano! Ma dove si può andare per respirare un po' d'aria fresca? Non sapendo cosa fare di meglio decido di restare lì a boccheggiare sotto gli alberi dei giardini, illudendomi che emanino un po' di frescura. Nel frattempo mi guardo intorno svogliato e sempre più annoiato. Osservo le poche persone che passano, perlopiù uomini e giovani ragazzi. Provo ancora quella strana sensazione che ho avvertito nei gabinetti e osservo il va e vieni ponendo una maggiore ...
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