1. La mia storia da servetta. La mia umiliazione


    Data: 05/12/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    "Sono una donna di 38 anni, d'indole remissiva. Mi offro come domestica/serva/tuttofare ad una ragazza, meglio se più giovane di me. Potrà usarmi ed eventualmente punirmi come crede. Non sono mercenaria e non ne cerco, chiedo solo discrezione e serietà . Non risponderò ad uomini, coppie e trav." così comincia la mia esperienza di sottomissione, durata quasi un anno.Tra risposte serie, maschietti sotto menti spoglie e amenità varie ne contai quasi un cinquantina. Decisi, non dopo diverse riflessioni di provare questa esperienza con Giorgia, una ragazza 25enne, studentessa in giurisprudenza.Io mi chiamo Roberta, conduco una vita normale, lavoro, amici e via dicendo. Ma sono da sempre stata attratta dalla sottomissione, o meglio dal provare quel miscuglio di vergogna, umiliazione, frustrazione e imbarazzo. Non come gioco erotico, ma come attrazione alla cosa in se per se. Sempre nella mia mente, fino all'annuncio. Scelsi di subire da una donna perché non volevo un gioco sessuale, la scelsi molto più giovane di me perché volevo fosse umiliante in ogni suo aspetto.Ne io ne Giorgia abbia tendenze omosessuali o bisessuali, e lei decise di dominare me perché le l'idea di una donna più grande di lei che le ubbidisse incondizionatamente e subisse ogni suo capriccio.Ora, voglio raccontare questa mia esperienza... senza uno schema, lasciando correre le dita sulla tastiera.Il mio compito principale era quello di pulirle la casa, lavare i piatti e incombenze varie che m lasciava ...
    da sbrigare. Avevo le chiavi di casa sua e mi dovevo recare li ogni due giorni dalle 18 alle 20, ora in cui solitamente rientrava, nel caso tardasse, aspettarla.Quando arrivava controllava per tutto, se andava bene, ok, altrimenti mi puniva, solitamente sculacciandomi. Ne ho prese tante ma ricordo bene la prima. La ricordo bene perché provai un pugno allo stomaco quando mi fece abbassare gli slip alle ginocchia e piegare sul tavolo della cucina. La vergogna di stare con il sedere all'aria davanti ad una poco più che ragazzina, in attesa del castigo. Come per le volte successive usò una spatola in legno. Pensavo, e speravo che essendo la prima volta sarebbero stati dei colpi poco più che simbolici. Invece non fu così. Colpì subito energicamente e a lungo. Non ero mai stata sculacciata prima e sentii un forte dolore. Inizialmente solo vergogna ma quando il morso della spatola si fece più intenso comincia a lamentarmi. Mi assesto una sberla sulla nuca dicendomi di tacere. Non avevo provato mai prima di allora un'umiliazione così forte.ÂIl bruciore che sentivo nello stare seduta mi fece sembrare il rientro in macchina, infinito. A casa constatai che le natiche sembravano due melograni e in certi punti erano ancora nettamente visibili le forme della spatola di legno. Dalla vergogna e dalla frustrazione quasi non dormii quella notte. Ma in futuro provai anche di peggio, per punizione o semplicemente per suo capriccio.Â... to be continued... comment su rondine79@gmail.com
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