1. Big Bang (2)


    Data: 05/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: crigio, Fonte: Annunci69

    miei fianchi, si sollevano e si abbbattono pesanti sulle spalle di Enrico. Le stringo e pianto le unghie nella sua carne, ma lui non protesta. Le vibrazioni raggiungono il mio collo: non respiro. Mi si annebbia la vista. Vado in apnea e faccio appena in tempo a sentire la mia testa ricadere di lato. Mi risveglio con Enrico che mi scuote stringendomi il mento, ma il fuoco che mi invade è già arrivato al cervello. Sgrano gli occhi e spalanco la bocca. Non controllo più la salivazione e sto sbrodolando come un neonato. La mia schiena si inarca all’indietro venendo a contatto col torace di Hans e il mio petto si solleva e si gonfia di un calore che cresce a dismisura. Poi, questo fuoco scende giù e divampa nel mio stomaco: uno spasmo potente, un’esplosione improvvisa detona nel mio bassoventre e il mio sfintere diventa una cloaca. I due stalloni mi precipitano dentro e arrivano dove non so neanche descrivere. “Adesso, scopàtelo!”, sussurra Michel, e ripete, credo la stessa frase, in tedesco per Hans. Data la sua lunga esperienza, ha capito che, considerate le dimensioni delle due verghe, solo ora che sono all’apice del piacere, i due stalloni possono muoversi dentro di me. Intanto, la mia schiena si piega indietro ancora, tanto che appoggio la nuca su una spalla di Hans. Non deglutisco più e produco una quantità impressionante di bava che sento colare giù per la mia guancia destra. Tutte le mie funzioni primarie sono andate in corto circuito: non riesco neanche più a respirare ...
    regolarmente. Il mio pensiero, anche quello ormai liquido, corre ad Enrico, al fatto che possa essere preoccupato di questa mia reazione che né io né lui abbiamo mai visto. Tuttavia, il fatto che le sue dita non cessano di torturarmi i capezzoli mi fa capire che è assolutamente tranquillo e, anzi, vuole che liberi il mio orgasmo come non ho mai fatto prima. Come ordinato da Michel, le due nerchie iniziano a scorrermi dentro: le sento strofinarsi contro le pareti del mio sfintere, stimolando ogni più recondita nervatura. “Go do ”, riesco a dire ad un tratto, con un gorgoglio nella gola provocato da tutta quella saliva che me la ostruisce. “Sì, amore! Godi, da bravo!”, mi esorta il mio boy, e le sue parole sono come una scossa per il mio cervello, tanto che un nuovo spasmo (o, dovrei dire, una nuova esplosione) mi fa sussultare sul suo ventre. Sobbalzo e mi libero di qualche centimetro dei loro cazzi, ma, appena ricado giù, quelli mi infilzano ancora per intero. A questo punto, sono così invasato che perdo ogni inibizione: rialzo il capo e mi asciugo il mento lordo di bava con una mano, che subito mi porto tra le cosce. Raggiungo la mucosa estrusa e me la frullo velocemente, come un ossesso, digrignando i denti e rantolando. Mi porto le dita alla bocca e assaporo i miei umori: il loro afrore mi manda in pappa il cervello, ma riesco comunque a riportare la mano sulla mia rosellina dilaniata e a riprendere strofinarmela come e più di prima. “Oh, tesoro! Quanto sei porca!”, mi ...