1. Le sorprese continuano


    Data: 05/12/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: fedeman_05, Fonte: Annunci69

    Questo racconto è frutto della mia fantasia. Con un collega decisi di andare a pranzo in un ristorante distante dall’ufficio per poter stare tranquilli e ragionare liberamente ad alta voce sulla riorganizzazione del personale del nostro settore di ufficio. Il ristorante era molto tranquillo e poco frequentato a mezzogiorno. Lo frequentavo da tempo con amici. Ci sedemmo, ordinammo e iniziammo a chiacchierare della riorganizzazione dell’ufficio quando notai che Paolo di colpo fu distratto. Sentii alle nostre spalle arrivare il cameriere che indicava un tavolo libero. Mi voltai d’istinto e con sorpresa riconobbi la mia amica Alessia. Mi alzai e andai a salutarla. Era vestita con un abito nero, un copri spalle nero, calze a rete a maglia larga e scarpe beige. Rossetto rosso e unghie curatissime di mani e piedi di color grigio completavano il suo spetto molto gradevole che non passò inosservato al mio collega. Ci salutammo e colsi in lei un po’ di imbarazzo. Chiacchierammo due minuti del più e del meno e ci salutammo. Augurai a lei e alla sua collega un buon pranzo e mi rimisi a tavola con Paolo. Riprendemmo i nostri discorsi e terminato il pranzo ci avviammo alla cassa. Mi fermai a salutare Alessia e la collega ed uscii. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Da lì a qualche minuto mi arrivo un messaggio: “Sei elegantissimo e bellissimo. E’ stato piacevole vederti. Buon pomeriggio Ale”. Le risposi che il piacere era tutto mio e le chiesi se era solita andare in ufficio con quella ...
    mise. Mi risposte che se avesse saputo di incontrarmi si sarebbe curata meglio. Decisi di chiamarla dato che con i messaggi si stava creando un frainteso. “Ale ciao, come stai? Ti disturbo” “No no tranquillo, ho appena salutato la mia collega e sto andando da un paio di clienti. Tu?” “Sono in giro anch’io, ho appena lasciato il mio collega in un cantiere e sto andando in ufficio. Non volevo offenderti prima. Il tuo abbigliamento mi ha colpito, sei molto bella e provocante.” “Avevo capito, volevo però dirti che se avessi immaginato di incontrarti mi sarei vestita più carina” “Per me lo sei e lo sai. Vabbè, ti saluto altrimenti la conversazione va sull’hot e siamo al lavoro.” “Bhè, hai ragione. Peccato sarà per la prossima volta, se ci sarà” “E no, così non vale. Lo sai che devo visitare un cantiere di fianco al tuo cliente?” “E dove sarebbe questo cantiere vicino al mio cliente?” “Tra mezzora ovunque tu voglia” “Fede, sei scontato ma ho voglia di vederti anch’io. Quindi facciamo alle tre e mezzo. Vieni da me, Luca oggi è a Roma” “Non vedo l’ora” e mentre glielo dicevo mi stava già diventando duro. Arrivato mi aprì la porta vestita come al ristorante. Ci abbracciammo e ci baciammo con passione. La sua lingua roteava sulla mia. Io la stringevo e le facevo sentire la mia erezione. Ci adagiammo sul divano. Mi slacciai i pantaloni e lo tirai fuori. Era duro e già umido. Alessia si abbassò e lo fece scomparire nella sua bocca. Melo stava succhiando divinamente, scorreva lungo l’asta ...
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