1. I Giardinetti 4


    Data: 05/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: overbsx, Fonte: Annunci69

    A pranzo restai taciturno, non riuscivo nemmeno a rispondere alla mamma, mangiai solo un pochino di frutta per farla contenta, lei poverina pensò stessi male. Non capiva la mia tristezza, non poteva mai immaginare che ora, a distanza di poche ore, ero pentito di quello che avevo fatto con Marco. Avevo ancora il suo sapore in bocca, ma avrei voluto non fosse mai accaduto; si avevo paura potesse dirlo in giro, non volevo si sapesse che mi piaceva farmi sborrare in bocca, avevo il timore potesse confidarsi con qualche altro nostro amico. Ero terrorizzato, mi veniva da piangere, mi chiusi nella mia stanza e pensavo a chi avesse potuto dire tutto. I nomi erano tanti, cosa cazzo ho fatto, lo avrebbe saputo anche la mamma. La mamma entrò in quel momento, e mi disse di uscire, di andare a giocare ai giardinetti visto che a causa della scuola chiusa, non avevo da fare compiti: poverina si preoccupava di me. Si i giardinetti, dovevo confidarmi col signore, lui era la mia speranza. Uscì di corsa, dopo 5 minuti varcavo il cancello, mentre correvo cercavo di guardare se qualche amico potesse vedermi: incrociando ragazzi che appena conoscevo, mi pareva mi guardassero in modo strano, avevo l’impressione che tutti sapessero. Il signore stava scopando il vialetto che portava alle scale dei gabinetti, lo superai e scesi le scale velocemente, saltandole a tre per volta; una volta che mi fui rifugiato nello stanzino, mi buttati sul lettino e crollai a piangere. Il signore mi raggiunse dopo ...
    pochi attimi, chiuse la porta con la chiave e mi disse di fare silenzio altrimenti tutti avrebbero scoperto che eravamo chiusi li. Trattenni il pianto, mentre lui sedendosi accanto a me, mi carezzava il capo. Attese che finissi di singhiozzare: poi mi chiese cosa avessi, mi faceva domande per capire, aveva una paura, lo compresi dopo, aveva paura che ci avessero scoperti; quando me lo chiese io col capo feci segno che non era quello il motivo. Si tranquillizzò: le sue mani continuavano a carezzare il mio viso, asciugavano le lacrime mentre il silenzio regnava. Mi sentivo al sicuro lì da lui, mi piaceva sentire quelle mani ruvide sulla mia pelle; mi accorsi solo allora di quanto fossero grandi le sue dita e mi meraviglia che non sentivo alcun dolore quando mi penetrava col dito, le sue dita erano piccoli cazzi scuri e ruvidi. Quando fu certo mi fossi calmato, chiese se avessi voglia di raccontare cosa mi fosse accaduto; mi liberai del peso che avevo dentro, descrivendo nei minimi dettagli tutto ciò che era accaduto con Marco: conclusi esternando la mia paura che tutto si sarebbe potuto sapere in giro. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Ci pensò un pochino, poi disse che secondo lui non avrebbe detto nulla a nessuno, altrimenti si sarebbe compromesso anche lui, aggiunse che per il pompino occorreva la volontà di due persone, ossia: la bocca di un passivo ed il cazzo di un attivo, per cui se avesse parlato ne sarebbe andato di mezzo pure lui. Mi feci spiegare cosa significasse ...
«1234...»