1. Una sera


    Data: 06/12/2017, Categorie: Trio, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    I miei 50 anni li ho vissuti in un paese di provincia dove i programmi sono il presente e il quotidiano già futuro così, quando la vita ti offre un’emozione, la devi prendere come un gran regalo da vivere senza tante domande.Una sera all’uscita dal lavoro mi ritrovai davanti un amico d’infanzia, fu una bella sorpresa perchè non ci vedevamo da tempo, due chiacchiere, i soliti discorsi, qualche ricordo degli amici di un tempo con la confidenza che qualcuno di loro mi avrebbe rivisto volentieri. Se volevo potevamo incontrarci una sera al solito posto che frequentavamo da giovani per una bella “rimpatriata”. Qualche sera dopo ci siamo ritrovati direttamente all’ingresso del locale, un bell’ambiente molto diverso da quando lo frequentavamo noi: più sobrio, elegante, musica discreta e tanta bella gente.Ad un tavolo c’erano già alcuni amici ad aspettarci, pacche sulle spalle, saluti affettuosi, un bacio a qualche amica che non vedevo da tempo. Quando qualcuno ordinò da bere arrivò una bella signora elegante nella sua divisa scura, mi guardò come se dovessi conoscerla, un attimo di imbarazzo e… “ma tu sei...Anna?!”. Annuì con un bel sorriso luminoso. Una carissima amica di quando avevo 20anni che mi sedusse e abbandonò in poco tempo rimanendo comunque nei miei ricordi più belli. Quando si allontanò dal tavolo l’amico mi disse che si era separata da qualche anno, aveva tre figli ancora piccoli e per tirare avanti il giorno lavorava in un hotel della zona e la sera in questo locale ...
    fino a tardi: una vita non facile. Mi confidò che ogni tanto si incontrava con lei e che l’idea di rivedermi era stata sua.La serata passò tra ricordi, battute e riflessivi silenzi fino al momento dei saluti quando il locale cominciò a vuotarsi, gli amici uno ad uno ci abbandonarono con la promessa di rivederci presto. Prima di alzarci Anna ci disse di aspettare ancora un po’ per bere qualcosa insieme, dovevamo festeggiare. Dopo qualche minuto arrivò con una bottiglia e tre bicchieri, si accoccolò tra di noi come una bimba, era felice, abbiamo parlato, riso, scoperto il nostro comune desiderio di vivere per sopravvivere, le bollicine dello champagne cominciarono a lenire le nostre frustrazioni e così a metà bottiglia il mondo fuori già non esisteva. Quando ci siamo alzati dal tavolo era molto tardi, la bottiglia era vuota ma stavamo bene. Anna ci ha accompagnati al parcheggio tenendoci a braccetto, quando siamo arrivati alla macchina si è fermata, mi ha guardato con un sorriso dolcissimo poi si è stretta a me con un abbraccio forte, ho sentito tutto il suo corpo emozionante. Per un po’ siamo rimasti così appoggiati alla macchina poi ho cominciato ad accarezzarla con tenerezza, un piccolo bacio sulle labbra e poi ancora baci sempre più appassionati carichi di desiderio, le carezze sempre più profonde a cercare il caldo della pelle. Mi disse qualcosa all'orecchio ma non capii, ero già troppo eccitato, guardai il mio amico che apriva la macchina e così ci sedemmo tutti e tre sui ...
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