1. Al bar c'è una signora


    Data: 06/12/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    alza e vi si dirige. La seguo con lo sguardo e con la coda dell’occhio percepisco Luisa che segue il movimento dei miei occhi.È un incrocio di occhiate che non mi era mai capitato. La parola “eccitante” non dà il senso della cosa.La signora arriva alla porta del bagno, la apre e si gira verso di me. Mi lancia un’occhiata che nasconde molti significati.La porta si richiude dietro di lei.Non sono un esperto di linguaggio degli occhi, ma mi pare proprio di aver colto un invito a seguirla in bagno. Aspetto alcuni lunghi secondi. Mi alzo e cerco una scusa banale, un po’ imbarazzato, per poter varcare quella soglia.“Che mani appiccicose. Meglio lavarsele”E mi dirigo verso il bagno. Sento Luisa che mi segue con gli occhi. La sa lunga lei.L’imbarazzo aumenta a ogni passo e a ogni occhiata di Luisa.Finalmente supero la porta e mi sento un po’ meglio.Con due lunghi passi supero il corridoio e apro la porta del bagno. Con mio stupore è vuoto. Non capisco.Guardo dietro la porta, niente. Mi rigiro nel corridoio e vedo la porta privata socchiusa.La apro un po’ di più e vedo che è una specie di magazzino. Scaffali pieni di bottiglie, scatoloni e altre cose. La luce entra da un piccolo abbaino in alto, verso il soffitto.Apro la porta in modo deciso e finalmente vedo la signora, seduta su una poltroncina da ufficio, vicino a una scrivania. Raccoglitori e block notes. Capisco che è sia il magazzino che l’ufficio di Luisa.Entro e mi chiudo la porta alle spalle, fermo.La signora è seduta con la ...
    schiena contro la spalliera della poltrona, con le cosce unite tra di loro e i piedi divaricati. Le braccia sono in alto, dietro la testa.Appena chiusa la porta mi guarda, sorride e apre le gambe lentamente. È controluce e non si vede molto. Alza il braccio destro e in mano ha qualcosa. Guardo meglio, gli occhi si adattano alla luce. Sono mutandine. Mutandine bianche.“Fra mezz’ora devo essere al lavoro” mi dice.“Anch’io” è la prima cosa che mi viene da dire.Si alza e mi viene incontro. Io sono sempre fermo contro la porta. Con la mano libera cerca la zip dei miei pantaloni e l’abbassa lentamente. Con la mano destra invece mi avvicina le mutandine alla faccia. Sono bianche, con del pizzo sui fianchi, molto femminili.“Guarda come sono umide. Colpa tua e del tuo cercare di guardarmi sotto la gonna. Mi sono eccitata”Annuisco.Sento l’odore dei suoi umori sulla stoffa bianca. Ma più che altro sento la sua mano che scosta l’elastico dei boxer e cerca il mio cazzo ormai turgido.Un attimo e me lo tira fuori. Dritto, duro, svettante verso di lei.Lascia cadere le mutandine. Si abbassa guardandomi. Si inchina davanti a me e ora guarda la cappella ancora un po’ nascosta dalla pelle. Con la mano destra lo prende e lo scappella completamente. Poi senza darmi il tempo di capire cosa sta succedendo lo prende in bocca, completamente.Sento che lo succhia, lo lecca, lo manda in gola. Con l’altra mano libera le palle dall’elastico dei boxer e comincia a strizzarle delicatamente.Pensavo che il mio ...