1. memorie di un single: elena


    Data: 06/12/2017, Categorie: Sensazioni, Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Solo, tranne mia figlia che ogni tanto veniva da me, per molto tempo abitavo da solo.Tra il lavoro la mattina e un extra che facevo in serata due o tre giorni alla settimana in un ristorante di un amico, mi restava abbastanza tempo libero.Questo tempo se ne andava tra incombenze di casa e un piccolo hobby che coltivavo, realizzavo oggetti di arredamento con materiale da riciclo.Ma se capitava, non spesso ma capitava, riuscivo a far venire a casa donne compiacenti, per passare qualche ora piacevole con loro.Una di queste fu elena, avevo avuto una storia con lei diversi anni fa, una storia breve ma intensa, sessualmente parlando, lei è piccola di statura, non formata bene, capelli biondi e sgraziata nel vestire e nel portamento, ma una vera belva nel far sesso, cosa che ho scoperto appunto in quella breve storia.Ma ecco che dopo diversi anni la incontrai di nuovo, dopo due chiacchiere su questi anni passati andammo a prendere un caffè, appresi così che lei si era sposata, desiderava tanto farsi una famiglia, ma che non aveva ancora figli, lavorava in una scuola come insegnante ed abitava in città.Io le dissi che ormai ero separato, non so se la nostra storia passata avesse contribuito a questo ma ormai non contava più, e che abitavo da solo.In breve si interessò alla mia vita e prese quasi ad interrogarmi, era molto curiosa ed in breve seppe tutto di me e di come me la passavo, rimase incuriosita del mio hobby sul bricolage e le feci vedere delle foto che avevo sul telefono dei ...
    miei lavori.Si fece tardi ambedue avevamo degli impegni, salutandoci ci scambiammo i numeri di telefono.Allora azzardai – Facciamo una rimpatriata ?, rimarcando bene la parola “rimpatriata” per far capire cosa intendevo. – Non lo so, vedremo, caso mai ti chiamo – mi rispose lei, ma i suoi occhi dicevano tutto.Nei giorni seguenti ripensai spesso a quell’incontro e, più di una volta presi il telefono per chiamarla, ma mi fermai, non volevo essere invadente, se voleva incontrarmi doveva essere lei a volerlo, adesso la situazione si era invertita io ero libero e lei no, ma il suo sguardo salutandomi mi aveva fatto capire che non avrei dovuto attendere molto.Passarono giorni, settimane, venne il periodo estivo, mia figlia era venuta da me, si tratteneva per dieci giorni, doveva fare una esame all’università, e poi sarebbe ripartita, stava con la madre, doveva concludere altri due esami e poi si sarebbe trasferita definitivamente ad una altra università, appunto vicino alla madre.Un pomeriggio, era fine giugno, tornando a casa mi squillò il telefono.Era elena, dopo i soliti convenevoli, fu subito diretta, mi voleva vedere, mi voleva parlare, non mi disse altro e, così fissammo un appuntamento per il giorno dopo.Ci ritrovammo al bar dove ci incontrammo un mese prima, iniziò a parlare del più e del meno, si muoveva in continuazione sulla sedia, era nervosa, agitata, dopo un po’ io tagliai corto:- Dimmi….. perché mi hai voluto vedere ?- Io… io….Non riusciva a parlare, era tesa, quasi ...
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