1. Abelardo ed Eloisa, una passione erotica del Medioevo


    Data: 06/12/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    passione amorosa. Lui preso dall'ardente desiderio lussurioso di possederla, ed Eloisa per profonda ammirazione, riconoscimento ed amore si concesse e sottomesse a lui, a quest'uomo saggio, più vecchio e con più esperienza di lei, il Suo Maestro. Maestro scelta da lei persino per guidarla nelle vie dell'amore. “Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all'amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più intorno ad argomenti d'amore che di studio, erano più numerosi i baci che le frasi; la mano correva più spesso al seno che ai libri. E ciò che si rifletteva nei nostri occhi era molto più spesso l'amore che non la pagina scritta oggetto della lezione. Per non suscitare sospetti la percuotevo spinto però dall'amore, non dal furore, dall'affetto non dall'ira, e queste percosse erano più soavi di qualsiasi balsamo. Il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell'amore, ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi senza stancarci”. Abelardo. Il maestro la sculacciava per finta. Col pretesto di costringerla allo studio approfittava in realtà per toccarla. Più di botte, la sua mano indugiava in carezze. Ad Eloisa le piaceva molto essere trattata così. Quando sapevano che lo zio Fulberto sarebbe stato assente per molto tempo, si ...
    toccavano furtivamente e si baciavano. Per la prima volta sentì un uomo baciare ed adorare le sue mammelle. Per lei è stata un sentimento molto femminile. “Quei piaceri d'amor che abbiamo gustato insieme sono stati così dolci per me, che non posso pentirmene e nemmeno cancellarne il ricordo. Da qualunque parte mi volga sono sempre davanti agli occhi con tutta la forza della loro attrazione”. “Anche quando dormo mi perseguitano le loro illusioni; perfino nei momenti solenni della messa, quando la preghiera deve essere più pura, le immagini oscene di questi piaceri si impadroniscono talmente della mia povera anima che mi abbandono più a queste turpitudini che alla preghiera”. Eloisa Non si dimenticherà mai la prima volta che lo vidi. Stando lei seduta accanto al tavolo Abelardo si alzò e si apri le veste monacali per mostrarglielo. Quanto era bello! Quanto era energico e vigoroso! Quello scettro portentoso adesso le apparteneva a lei! Era tutto sua! I baci non furono sufficiente per mostrargli quanto lo adorava, prima con timidezza, poi con infinita passione. Le piaceva moltissimo il suo profumo, la fragranza intima d'uomo del suo signore. Quella sera Eloisa gli fece l'amore con la bocca. Era follemente innamorata di Abelardo. “Al mio signore, anzi padre, al mio sposo anzi fratello, la sua serva o piuttosto figlia, la sua sposa o meglio sorella... ti ho amato di un amore sconfinato... mi è sempre stato più dolce il nome di amica e quello di amante o prostituta, il mio cuore non era con ...