1. I buoni propositi per l'anno nuovo - by Mirta D.


    Data: 07/12/2017, Categorie: Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Anno nuovo... stessa vita!Ogni volta che inizia un nuovo siamo pieni zeppi di buoni propositi.Per me l'esempio perfetto di quanto riusciamo poi a mantenerli è la cartellina dove conservo gli scontrini della farmacia e le fatture per la dichiarazione dei redditi.A fine Gennaio è perfetta, tutto sistematicamente sistemato in ordine di tempo e diviso spesa per spesa. Poi a Maggio l'ordine perfetto inizia a mostrare segni di cedimento e ad Agosto è un marasma totale, dove manca più solo che ci ficchi le cicche e quello che non so se mettere nell'umido o nell'indifferenziata. E a Novembre non so più nemmeno dove sia la cartellina.Partiamo sempre pieni di bellissime idee e fantastici progetti e poi spesso va tutto in vacca. Un po' perché quell'entusiasmo di “cose nuove” e “nuovi inizi” lungo l'anno se ne va in malora e siamo sempre più incazzati e nervosi. Ogni anno di più, e un po' anche perché la vita è sempre più frenetica e anche se ci siamo ripromessi (io ormai non lo faccio più) di essere più educati e gentili, magari condividendo una frase etico-motivazionale che abbiamo beccato a caso su facebook, poi non esitiamo a mandare a fanculo quello che ci ha appena fregato il parcheggio sotto al naso. Magari il giorno stesso.Un po' come quando si andava a scuola. Lì l'inizio dell'anno non era nemmeno il primo Gennaio, era Settembre... tutto nuovo. Diario, penne, quaderni, libri, zainetto. E io decisa a impegnarmi, a fare di meglio. Invece non andava mai così e già dopo le prime ...
    due interrogazioni me ne fregavo e usavo il diario per metterci le foto ritagliate da Cioè e i biglietti dei concerti o per scrivere qualche minchiata con l'uniposca. Ricominciavo ad andare a ballare la domenica sera e al lunedì mattina a scuola ero rintronata come la campana di San Zeno. Tutti i nuovi progetti già accantonati e diventati vecchi, solo una roba restava nuova: i libri di testo.La mia amica Emma, invece, ha preso l'abitudine di fare i “fioretti” per comportarsi meglio. Ogni volta che si comporta come non si era ripromessa di fare fa un fioretto. Io la chiamo la fioraia.Una sera mentre eravamo a cena fuori con la compagnia, ha coperto il bicchiere con la mano, mentre le stavo versando del vino e tutti hanno trattenuto il fiato pensando che fosse incinta. Proprio è calato il silenzio e scorgevo già dei visi femminili commossi e altri invece pronti a fare battutacce di dubbio gusto. Poi lei ha mormorato con la sua vocina flebile: “No, è che ho fatto un fioretto”. Tutto il casino di piatti e posate è ripreso e nessuno l'ha più cagata. Allora le ho chiesto perché e lei mi ha risposto, tutta orgogliona: “Avevo promesso di non rispondere più male alla mia collega, ma l'altro giorno le ho detto una cosa brutta e quindi ora ho fatto il fioretto, niente vino per un mese.”Aveva un'aria così sconsolata che le ho detto: “Senti, scolati la bottiglia e poi domani le chiedi scusa da ubriaca e ti levi la paura”. Ma a quanto pare non funzionava così.Fa i fioretti anche per ottenere ...
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