1. DUE VECCHI AMICI E UN CINESINO.


    Data: 07/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: RedTales, Fonte: Annunci69

    Aurelio è un vecchio compagno di classe, delle medie. E' suo il primo cazzo che ho visto e che ho tenuto in mano. Eravamo amici. Poi ci siamo persi, ma ora ci siamo ritrovati. Sui tredici anni io portavo i giornaletti porno e lui le sigarette e ci andavamo a nascondere nella sua soffitta, luogo tranquillo ed appartato. Li sfogliavamo quelle paginette mentre fumavamo. Fu lui a volersi masturbare per primo e io lo imitai e divenne un'abitudine farlo. Un giorno, mentre eravamo intenti a guardare il culo di Nadia Cassini mi chiese se volevo che mi menasse lui. Lo lasciai fare e, quasi contemporaneamente, mi impossessai del suo e ci demmo da fare reciprocamente. E così fu anche per le volte successive. Era decisamente meglio così. La sorpresa me la fece quando mi disse se poteva metterselo in bocca. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Mi ricordo benissimo l'imbarazzo e il diniego. Non mi andava e glielo dissi. Continuammo con i nostri giochi segreti per mesi, poi la scuola finì e l'estate ci separò. Lui in vacanza in giro per l'Italia, io no. A settembre lo cercai ma lui fu sfuggente, quasi insofferente nel vedermi. Da quel giorno cominciammo a sentirci sempre meno, anche perché prendemmo indirizzi diversi di scuole e, alla fine, smettemmo anche di telefonarci e, come capita nelle grandi città, non ci incontrammo più. Ricevetti un suo messaggio poche settimane fa, su Facebook. Mi chiedeva se ero quel Martino che era in classe con lui. Certo che ero io, ovviamente con ...
    quarant'anni di più. Volle assolutamente incontrarmi. E così ci trovammo in un bar del centro. Se li portava bene i suoi anni e ne dimostrava più o meno una quarantina. Ma anch'io mi difendevo bene In pochi minuti ci raccontammo le nostre vite che, più o meno erano abbastanza simili. L'unica sostanziale differenza era che io mi ero sposato, anche se nel giro di un anno ero già separato, mentre lui non ci aveva mai provato. Mi invitò a casa sua per vedere alcune nostre foto e ci andammo con il suo grosso SUV. Viveva nella grande villa, che prima era dei suoi e vedendo come la ammiravo mi disse: “sai, ho preso le redini dell'industria di famiglia e non me la passo male. Una decina di anni fa i miei vecchi hanno voluto andare in un attico in centro per comodità e io ho messo radici qui. Ma forse questa casa ti ricorda di più la soffitta”. Lascia correre senza rispondere. Appena entrati ci venne incontro un ragazzetto cinese. Mi disse che viveva li e che gli faceva praticamente tutto, a parte cucinare, e rise, aggiungendo che “fa da mangiare da schifo, ma non è per questo che sta qui...” Mi portò in un'ampia sala con intere librerie zeppe di vecchi LP di vinile ed accese un proiettore. Dopo una breve ricerca mi fece vedere diverse foto in cui eravamo assieme. Fu simpatico ricordare quei tempi. “Ti ricordi della soffitta? E' proprio qui sopra...” Come potevo non ricordarla. “Schizzavamo dappertutto...” Risi, anche se mi trovai in leggero imbarazzo. “Li ho ricomperati quasi tutti quei ...
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