1. Amore proibito


    Data: 09/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: edipo46, Fonte: Annunci69

    Amore proibito La mia è la classica vita del giovane contadino. Ti alzi presto la mattina presto, fai una colazione sostanziosa, poi vai nei campi e cominci a faticare, e non la smetti sino a quando il sole non cala dietro l’orizzonte. Solo la pausa pranzo, diciamo così, e cioè la scodella precotta di frittata e peperoni e mezza fiaschetta di vino, poco dopo mezzogiorno, nel silenzio assoluto della campagna. Di inverno, quando i campi devono essere arati e il terreno è ghiacciato, è davvero dura. Una vita da cani. Più di una volta ho pensato di mollare tutto e andarmene in città, a fare il muratore o qualcos’altro; ma ci ho sempre ripensato e, soprattutto quando torna la bella stagione, quando il sole incomincia a scaldare, le giornate si allungano e inizia a rifiorire la vita, mi convinco che in nessun posto potrei stare meglio di qui. E’ vero che passi le giornate da solo, ma i campi lussureggianti e il concerto degli uccelli che ti allieta tutto il giorno ti regalano una pace celestiale, altro che lo stress infernale della città!. Questo è il mio mondo; mi chiamo Francesco, ho 26 anni. Vivo in un casolare nella campagna umbra con i miei genitori, mio fratello Marco, la mia sorella minore Flavia, e Tom, il mio pastore tedesco. E’ una mattina di maggio; mi alzo presto come di consueto e vado in bagno. Dopo essermi rasato vado in cucina a fare colazione; fuori sta albeggiando. Penso già che, tra qualche giorno, arriva la domenica e mi aspetta la festa di paese. Sicuramente ...
    farò tardi con gli amici, ci metteremo a bere, a rimorchiare qualche ragazza. A me, per la verità, non dispiacciono neppure i ragazzi, ma da noi è rischioso uscire allo scoperto su queste cose, e così da quando ho raggiunto la pubertà sono sempre andato con ragazze. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Anche se il piacere maggiore l’ho conosciuto con un mio amico, proprio lì, in mezzo ai campi, ed è un episodio che non dimenticherò mai. Era un tardo pomeriggio di giugno e stavo lavorando nei campi di frumento, quando sentii un fischio. Mi girai, asciugai il sudore dalla fronte con un braccio e vidi in lontananza una sagoma che veniva verso di me e salutava con un braccio. Quando fu più vicino riconobbi il mio amico Matteo; eravamo amici da molto tempo e avevamo frequentato le elementari e le medie assieme. Era un bel ragazzo, alto poco più di me, circa 1.80, con occhi verdi e capelli neri, corti; aveva un bel fisico, scolpito e abbronzato, visto che come me lavorava nei campi tutto il giorno. Lo salutai; quando mi fu di fronte gli chiesi come stava. Lui mi raccontò che quel giorno non era andato a lavorare; voleva andare a vivere in città e cercare lì un lavoro. Ci sdraiammo nel fieno, scrutando il cielo. Mi disse che non andava molto d’accordo con i suoi e tantomeno voleva ripercorrerne le orme; mi confessò che non voleva lavorare nei campi, che voleva stare in mezzo alla gente, crearsi una sua vita e non dover più nascondersi con nessuno. Io non capivo a cosa si riferisse, ...
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