1. Schiava ! ( Noblesse oblige )


    Data: 09/12/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: cpsarda50, Fonte: Annunci69

    Mentre scorrono i novanta giorni del suo accordo con Carlo, Monica sperimenta situazioni che mai avrebbe immaginato. Il suo patto la costringe ad obbedire. Ma per lei è davvero un obbligo? ******************************* Qualche giorno dopo l’eccitante avventura sullo yacht del miliardario arabo, il solito corriere le recapitò un pacchetto. Il biglietto diceva : E’ UN PICCOLO REGALO, MA DOVREBBE FARTI ( E DARTI ) PIACERE. All’interno dell’involucro, il vibratore di avorio usato quella sera. Quando il mercoledì successivo di mattina presto le squillò il telefono, rispose con un senso di attesa sperando che fosse Carlo. “Sei libera sabato sera?” Questo la meravigliò alquanto. “Me lo stai CHIEDENDO?” “Certo. Mi ero dimenticato di questo invito all’ Hotel Cala del Lupo e ho bisogno di compagnia. E’ un appuntamento annuale e se ci vado da solo sarò incastrato da qualche vecchia megéra. Se vieni con me ti prometto una cena succulenta e un ballo di gala piuttosto tradizionale”. “Va bene”, rispose cercando di nascondere il suo piacere per quell’invito. Una cena al Cala del Lupo? Come poteva rifiutare? Era il posto più lussuoso dell’intera Costa. “E’ una cena molto elegante. Si aspettano che tu sia splendente. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Dei diamanti poi sarebbero perfetti”. “Non ho nulla del genere”. “Ci penso io. Sono abbastanza bravo a sceglierti i vestiti, lo hai notato?” “Se pensi che mi presenterò al Cala del Lupo con indosso una minigonna in pelle e uno scollo ...
    vertiginoso hai capito male. Accordo o meno, NON ESISTE!” Lui si mise a ridere. “Non ti preoccupare. Se non ti piacerà la mia scelta potrai comprare qualcosa tu, a spese mie. Aspettati una consegna dal corriere per domani sera.” Sembrava tutto vero, ma ora che conosceva meglio Carlo chiamò l’Hotel per sincerarsene. Fu stupita quando si sentì confermare le sue parole. C’era una prenotazione a loro nome per l’annuale cena e ballo dell’ Ordine dei Cavalieri della Bandiera, cui si partecipava solo su invito esclusivo. Era risaputo che l’Ordine faceva questa cena per raccogliere fondi da destinare alla beneficenza, con la massima discrezione, da oltre duecento anni. Quando il giorno dopo ricevette i vestiti ebbe la conferma che Carlo non le aveva mentito. Si trattava di un abito classico, con le spalle scoperte, di seta pesante color verde scuro con una lunga cerniera nascosta nella schiena. Le ricordava gli abiti indossati dalle dive del cinema anni ’20 e, anche se la gonna le arrivava alle caviglie e la scollatura non era profonda, si chiese se qualcuno dei venerabili componenti dell’Ordine non l’avrebbe trovato sfacciatamente moderno Le avvolgeva il corpo, ma non tanto da farla apparire volgare o da mostrare il segno della biancheria intima. Aveva un reggiseno senza spalline e il davanti del vestito, con le stecche, lo nascondeva bene. Carlo le aveva spedito anche un paio di guanti abbinati, scarpe di seta verdi con un tacco “quasi” normale e un paio di culotte di seta. Non c’erano ...
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