1. Ripetizioni


    Data: 09/12/2017, Categorie: Trio, Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ero la classica brava ragazza americana, dalla vita già scritta. Ero indubbiamente un bel bocconcino con quella vita sottile che metteva in risalto il mio fondoschiena a mandolino e la mia coppa C: era stato quasi obbligatorio entrare nella squadra delle cheerleader e diventarne il capitano, come mi sembravano scontato che uscissi con il capitano della squadra di football.Indubbiamente Tom era un bel ragazzo, ma io lo trovavo stupido e provavo solo fastidio quando lo sentivo parlare, però mi scopava alla grande. Il suo bel cazzo lungo e rosato mi aveva fatto godere un sacco di volte sul sedile posteriore dell’auto di quel babbeo, anche se con mio gran rammarico era uno che in quanto a leccare una figa non sapeva neanche da che parte si incominciava. I miei genitori lo adoravano ed io mi trovavo sempre più spesso a ghignare ogni volta che ne parlavano in toni entusiastici. Chissà cosa avrebbero detto se avessero saputo come si scopava la loro adorata figlioletta e le chiedeva continuamente di fargli pompini?Gli insegnanti mi adoravano, perché oltre ad essere bella, ero anche una studentessa brillante che sicuramente sarebbe stata ammessa in qualche college prestigioso visti i suoi voti alti. Cosa che sarebbe successa molto presto, visto che in giugno avrei avuto gli esami finali ed avevo ormai diciotto anni. Erano dei rompicoglioni che pensavano di conoscermi, ma non sapevano cosa si celava dietro quel sorriso dolce e quegli occhi verdi dall’espressione sempre allegra.Lo ...
    ammetto candidamente e senza troppi giri di parole: ero una porca ancora prima che un provvidenziale “incidente” tirasse fuori la troia che celavo dietro i lineamenti fini incorniciati da una massa di riccioli scuri. La cosa bella è che nessuno di quelli che mi stava intorno si rendeva conto di questo: persino Tom mi considerava una brava ragazza che si faceva scopare dal ragazzo che amava. Torno a ripetere: era un babbeo. Io non lo amavo né provavo affetto per lui: era una scopata soddisfacente che mi permetteva di mantenere la mia facciata di perbenismo americano.Direte giustamente voi: allora cosa ci fai qui? Beh, la mia vita “privata” subì una svolta inaspettata che mi aprì un mondo totalmente nuovo.Charlie era un ragazzo tozzo, pieno di brufoli e con i denti storti: il fatto che fosse un giocatore della squadra di football non aumentava la sua “appetibilità” sociale all’interno della scuola. Come se non bastasse che fosse “bruttino”, negli ultimi tempi aveva dei problemi in matematica ed era stato spesso sul punto di essere buttato fuori dalla squadra perché aveva la media minima richiesta agli atleti.Un giorno il professore di matematica mi fermò dopo la lezione e mi chiese di aiutarlo, dandogli delle ripetizioni. Inizialmente ero abbastanza restia: il solo pensiero che si sapesse che passavo del tempo con quell’obbrobrio umano mi faceva vomitare. Poi si mise in mezzo anche Tom con la sua insistenza, perché nonostante non fosse una cima a scuola, Charlie era uno che sapeva ...
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