1. Mai più cornuto


    Data: 09/12/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: esperia, Fonte: EroticiRacconti

    Sono stato un cornuto per tre anni. Cioè, no, lo so che una volta che uno è cornuto lo rimane per sempre e non ci si può più “decornificare”, ma voglio dire che dopo tre anni mia moglie ha smesso di farmi le corna. Mi chiamo Giulio, mia moglie è Roberta e la colpa è mia. Infatti dopo cinque o sei anni di matrimonio, ormai quando eravamo entrambi ben oltre la trentina, io ho cominciato ad avere queste fantasie cuckold e mi emozionavo al pensiero di vedere mia moglie nelle braccia di un altro uomo. Eppure la nostra vita sessuale era fantastica e non avrei potuto desiderare di più. Roberta non aveva il minimo desiderio di stare con un altro e quando cominciai a parlarle di questa mia fantasia con molta circospezione al principio mi guardò con un misto di orrore e preoccupazione negli occhi. Poi piano piano cominciò a considerare l’idea. Cominciammo con prudenza, prima con giochi di ruolo, poi con esperimenti nelle discoteche con altri ragazzi che lei agganciava per poi ritirarsi all'ultimo quando questi si facevano troppo audaci, mentre io me ne stavo in disparte fingendo di non conoscerla. Ma era ormai chiaro che prima o poi saremmo arrivati a fare sul serio. Il giorno del nostro settimo anniversario di matrimonio tornai a casa dal lavoro con un mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini. Sul divano del salotto c’era un ragazzo che teneva mia moglie seduta sulle sua ginocchia, con la gonna rialzata e la camicetta sbottonata. - Giulio, ti presento Enrico! Non nego di ...
    essere rimasto sorpreso e sconcertato. Non ero preparato e non mi aspettavo un anniversario così. Ma feci buon viso a cattivo gioco e strinsi la mano allo sconosciuto. Era uno studente universitario della Cattolica, all'ultimo anno di scienze politiche, biondo, molto alto e molto intimidito e forse anche un po’ spaventato. Cercai di metterlo a suo agio, ma pareva come bloccato e Roberta dovette prendere l’iniziativa cominciando a baciarlo e a infilargli le mani sotto la camicia. Alla fine dissi che forse sarebbe stato meglio metterci comodi in camera da letto e feci loro strada. Mi accomodai in poltrona, abbassai le luci e rimasi a guardare mentre mia moglie spogliava Enrico, gli baciava i capezzoli e infine gli infilava la mano nei pantaloni estraendo un uccello non enorme, più o meno come il mio, ma duro come il marmo. Roberta ci si dedicò con la bocca con grande passione e Enrico parve riprendere man mano sicurezza e padronanza di sé. La spogliò, la stese sul letto e cominciò a scoparla con foga. Notai che non aveva una gran tecnica, ma che ci metteva tutto il suo impegno e la sua energia era di gran lunga superiore alla mia. Roberta venne varie volte e io mi beai guardando il suo viso stravolto dal piacere. Si accasciarono entrambi dopo un orgasmo fantastico e io ne approfittai per andare in cucina e preparare loro un bicchiere di vino per riprendere le forze. Quando tornai vidi che tra di loro si era creata una certa intimità: si carezzavano con complicità, si sussurravano ...
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