1. Cattivi geni


    Data: 09/12/2017, Categorie: Incesti, Autore: mimma_goose, Fonte: EroticiRacconti

    --------------------------------------------- Questo racconto è pura fantasia. Non so se esiste veramente una malattia del genere, né la "cura" indicata è una proposta. Io non sono un medico. --------------------------------------------- Erano già diversi anni che io e mio marito cercavamo di avere dei figli. Tuttavia, sebbene fosse abbastanza facile concepire, non sono mai andata oltre l'undicesima settimana di gestazione. Poche settimane fa ho avuto il quinto aborto spontaneo e allora il medico mi ha indirizzato ad un centro della fertilità. Mi sottoposero ad ecografie, a diverse visite ginecologiche, ad esami di dosaggi ormonali, ma il risultato fu sempre stato lo stesso. Tutto normale. Non riuscivano a capire cosa ci fosse che non andasse. Poi un giovane ricercatore mi suggerì un particolare esame degli anticorpi. E finalmente si chiarì tutto. Avevo un eccellente sistema immunitario… Troppo eccellente, se vogliamo dire. Ero da sola davanti ai medici. Mio marito, stufo della trafila, si era bellamente eclissato. — Cara signora… il suo sistema immunitario è troppo efficiente. Vede il problema è proprio questo. I suoi globuli bianchi riconoscono il feto come un corpo estraneo e lo aggrediscono. E il risultato è un aborto — disse il primario di immunologia. — Quindi… vuole dire che la colpa è mia? Dei miei globuli bianchi? … E non c'è una cura? Il volto del medico si fece serio. — No, signora. Non esiste una cura. Lei non potrà avere dei figli. Sono desolato. Mi alzai ...
    sconsolata dalla sedia, mormorai un grazie prendendo i risultati degli esami e me ne andai. Avevo voglia di prendere a pugni qualcuno, di mettermi a piangere, di urlare al mondo intero la mia disperazione. Non sarò mai una madre. Gironzolai a piedi senza meta per delle ore con le lacrime che mi scendevano agli angoli degli occhi. “Non sarò mai una madre. Non sarò mai una madre. Non sarò mai una madre.” Sembrava un mantra che non voleva uscirmi dal cervello. Alla fine mi sedetti al tavolino di un bar con le spalle curve e la borsa sulle gambe. Le lacrime non volevano saperne di fermarsi. Si fece avanti una donna anziana, molto avanti negli anni. — Tutto bene, mia cara? — mi chiese con un tono tra il dolce ed il preoccupato. Mi asciugai le lacrime con il dorso delle mani. — Sì… sto bene… È solo che mi hanno appena dato una brutta notizia… Non volevo proprio raccontarle i miei problemi, ma questa donna era davvero preoccupata per me. E neanche ci conoscevamo… — Mi dispiace per te, cara. Devo chiamare qualcuno? — Non serve, grazie. Tra poco mi passerà. — Posso chiederti il motivo delle tue lacrime? Magari posso aiutarti. — Non c'è nulla che lei possa fare. Il problema sono io. Non potrò mai avere dei figli. — Perché dici questo, Serena. C'è sempre una soluzione. La guardai stralunata. Non le avevo detto come il mio nome. — Come fa a conoscermi? Come fa a sapere il mio nome? — Oh, tesoro, ma noi ci conosciamo… E so anche quale è il tuo problema. Devi solo trovare qualcuno di più ...
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