1. Hai impegni a capodanno?


    Data: 10/12/2017, Categorie: Etero, Saffico, Dominazione, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Capodanno. Cucina, piatti sporchi, bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti, a seconda della prospettiva, come sempre. E poi ci sei tu, che mi segui con gli occhi da tutta la sera. E ci sono io, che ti ho provocata da quando sono arrivata, stringendomi forte a te e sfregando quasi impercettibilmente il mio seno sul tuo. Quasi, sì. E mentre sceglievi la musica al pc io ti stavo accanto, quasi a terra, con le gambe piegate e così chiacchieravamo, ogni istante un po' più brille. E se mi mordevi sul braccio nudo mentre la tua ragazza era girata a parlare con qualcuno e il mio compagno guardava Facebook, subito mi giravo a controllare e magari me ne andavo verso il divano, lo guardavo di sottecchi, e lui mi riguardava sorridendo, chiaramente ignaro di quei morsi appena ricevuti che mi facevano avvampare ed eccitare. E le ore sono passate così, mentre lui rimaneva su quel divano e io ballavo da sola, spostandomi in un angolo diverso quando si avvicinava a me, perché mi dava quasi ai nervi averlo vicino. Volevo te e basta. Ma adesso siamo assieme, io contro la parete della cucina, quella che confina col salotto, lungo la quale sta il divano. A meno di un metro c'è lui, a pochi centimetri ci sei tu. Mi guardi con un bicchiere in mano, divertita."Da che scappi?""No, io, niente, forse non è il caso di...""De che?""Di niente, di stare così vicine""A me era parso che ti piacesse, ma se non è così..." e ti allontani.No, ti prego non allontanarti."Ma io... volevo solo dire che, magari non ...
    qui, non ora. Ci sono loro due di là""Che ce frega, Mara sta giocando a risiko cogli altri e Mattia si è addormentato... mica pensano a noi, loro""Ma se arrivano?""Shh". E mi baci. Puzzi di alcol, anch'io di sicuro.Le nostre lingue si intrecciano, i piercing sulle nostre labbra si scontrano, la tua mano mi palpa il seno mentre col ginocchio ti fai largo tra le mie gambe e spingi forte contro la figa, costretta in un paio di pantaloni superaderenti di ecopelle nera."No, Fra', meglio di no" provo a dire. Nel frattempo entra il cane dei padroni di casa e non sembra crederci nemmeno lui alle mie parole. In effetti, se volessi ti potrei spingere via. Sono più alta di te e con le zeppe questa sera ti sovrasto di almeno 15 centimetri. Tu ti sposti, di nuovo, e cominci con una logorrea fitta da ubriaca sul fatto che mi vuoi e che anche io ti voglio e dobbiamo lasciarci andare all'istinto e lo fai con un tono che intende colpevolizzarmi. E io un po' ci casco e un po' non ti sopporto più e allora ti bacio. Ora ci strusciamo l'una sull'altra, adesso che sei sicura che io ti desideri non mi lasci andare, mi mordi forte sul collo e più forte mi mordi, tanto più dolcemente io accarezzo la tua testa rasata. Tu però non vuoi le carezze da me, non solo quelle perlomeno. Me lo fai capire stringendo la mia coda di capelli rosso scuro, passandoti per due volte la grossa ciocca attorno alle quattro dita e spingendomi a terra. Ora sono in ginocchio, ora sei tu la più alta. Con una mano ti sbottoni i ...
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