1. L' AUTOMOBILE


    Data: 10/12/2017, Categorie: Cuckold, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Nella notte milanese, la Mercedes argentata dai finestrini fumé procedeva come se nulla fosse. In certi momenti, a qualche pedone sul marciapiede sembrò di sentire alcune urla provenire da quell’ automobile elegante, ma quando si voltavano per accertarsene la vedevano ormai lontana e la curiosità faceva presto a svanire. Solo ogni tanto, la luce al neon delle insegne illuminava con il suo fascio di luce il parabrezza, filtrando all’interno dell’abitacolo e soltanto in quei momenti capitò che alcuni passanti si accorsero che qualcosa di strano stava succedendo su quella macchina. Qualcosa di molto, molto eccitante. Una donna completamente nuda, con il volto sfigurato dal piacere e dalla fatica, stava seduta a cavallo di un uomo cui dava le spalle, e si dimenava come una baccante. I suoi seni abbondanti si muovevano disordinatamente, sobbalzando ad ogni movimento. Intanto l’autista, come se nulla fosse, continuava a guidare. Solo ogni tanto gettava uno sguardo allo specchietto retrovisore. Dietro le spalle sentiva le mani della donna, aggrappata ai due sedili anteriori. Le sue orecchie erano piene dei suoi gemiti, delle le sue urla. Tutto era iniziato poco prima, ad una stazione di servizio con annessa tavola calda. La macchina si era fermata di fianco ad una serie di camion e dallo sportello del guidatore era sceso un uomo dall’aspetto elegante, in giacca e cravatta. Con passo deciso si era avvicinato alla trattoria e, proprio sulla porta, si era fermato a parlare con un ...
    uomo piuttosto robusto, forse un camionista, in quel momento intento a fumarsi una sigaretta. Nessuno potè udire cosa si stessero dicendo, tuttavia dopo alcuni secondi alcuni avventori del ristorante, attraverso i vetri appannati, videro i due avvicinarsi alla macchina in questione. Il camionista, un ragazzone sui trentacinque, si chinò verso il finestrino posteriore. Rimase un’ attimo in quella posizione, a parlare; poi si voltò verso l’uomo in giacca e cravatta e sembrò rivolgergli un cenno di assenso. A quel punto l’autista riprese posto in macchina, mentre il ragazzone salì sul sedile posteriore. Sul suo volto campeggiava un sorriso a dir poco sguaiato. Un ragazzone grande e grosso, proveniente dalla campagna milanese. Di professione autotrasportatore. Quella sera, quando si era fermato a quell’area di sosta, in mente non aveva altro che di farsi una bella cena, bersi un quartino di vino e poi di ripartire con il suo carico, diretto a Firenze. La proposta di quell’uomo in giacca e cravatta, inizialmente, gli era sembrata uno scherzo. Lo voleva forse prendere in giro? Eppure sembrava serio: proprio per questo l’aveva seguito fino alla macchina. - Guardi dentro. – gli aveva detto l’uomo – Cosa ne dice? - Seduta sul sedile posteriore, appoggiata contro la portiera del lato opposto, una donna sui quarant’anni, capelli castani, ricoperta da un vestito da sera piuttosto elegante, incrociò lo sguardo con il suo. Non indossava le mutandine e, a gambe aperte, si stava masturbando ...
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