1. Tra compagni di classe


    Data: 11/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Zibibbo2, Fonte: Annunci69

    Quand’ero alle superiori non avevo ancora capito tutto di me. Mi ero accorto dell’eccitazione che provavo nel vedere gli altri ragazzi, magari i compagni mentre si cambiavano ad educazione fisica; ma non volevo ammetterlo. Mi spaventavano molto le prese in giro che ricevevo. Quelle più terribili e cattive arrivano da due fratelli gemelli che erano nella nostra classe, Davide ed Enrico. Erano molto diversi tra loro, e nessuno poteva dire, senza conoscerli bene, che erano fratelli: Davide moro, magro, slanciato, Enrico più basso e possente, e con fitti ricci biondi. In realtà noi riuscivamo a vedere molto bene le analogie tra loro: il modo di parlare, la capacità di attirare l’attenzione (soprattutto quella delle ragazze) su di loro, la spregiudicatezza. In effetti loro erano tra quelli che con maggiore perfidia mi prendevano in giro. Io cercavo di evitarli. Una mattina, alla fine delle lezioni, si avvicinò Davide. Mi aspettavo volesse rompere un po’ le balle. “Ehi senti” mi disse “dovrei parlarti”. “Sto ascoltando, mi pare.” “Sì. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Io avrei pensato, ecco, mi piacerebbe se ci potessi trovare a studiare assieme qualche volta. Biologia, Matematica soprattutto ” Era la prima volta che Davide mi chiedeva qualcosa. “Perché mai?” “Perché hai visto come mi sono andati gli ultimi compiti ” “No dicevo, perché mai dovrei aiutarti? Fatti aiutare da Enrico.” “Che cazzo dici, lui va peggio di me. Non so, se vuoi ti pago!” “Ma per piacere!” “Beh allora ...
    facciamo così. Se mi dai una mano, io non ti rompo più le balle” Esitai. Davide era viscido come un serpente; ma sapevo riconoscere quando mentiva, e non era quella l’occasione. Non potevo perdere un’occasione simile, anche se comportava correre un rischio. “Ok, ci sto. Domani ci mettiamo d’accordo.” Così fu. Ci accordammo per trovarci a casa mia il venerdì pomeriggio. Davide si presentò puntualissimo. Si dimostrò desideroso di imparare, anche se non capiva moltissimo; si vedeva che s’era dedicato ad altro invece che a studiare. “Qui devi applicare le proprietà delle potenze.” “Ma che cazzo sono?” “Senti Davide ma tu c’eri in classe quando la prof spiegava?” “Sì c’ero ma avevo altro per la testa.” “Vale a dire?” “La figa, ovviamente!” Rise. Risi anche io, in modo sforzato; volevo tagliare subito l’argomento. Ma lui sembrava intenzionato a prendersi una pausa. “Di’ tu quante te ne sei scopate in classe nostra?” “No ma veramente?” “Dai dimmi! Io ti dico, a parte Chiara, Elisa e Marianna me le sono chiavate tutte.” “Ma figurati. Alessia è fidanzata da una vita!” “Sì ma al sabato pomeriggio viene a farsi incaprettare da me.” Rise di nuovo. “Dai e tu?” Esitavo. Lui colse. “Dai non ci credo, vuoi dirmi che sei vergine?” “Beh ecco ” “Ahaha!” Rideva fragorosamente, in modo sguaiato. “Non c’ un cazzo da ridere, “ sbottai, “e comunque avevi promesso che non mi avresti più preso in giro.” “Sì sì hai ragione.” E, incredibile, la fece finita sul serio. Completammo a fatica alcuni altri ...
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