1. Sono mamma e sono troia


    Data: 11/12/2017, Categorie: Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Già da diverso tempo mi ero accorta che mio figlio Marco si comportava in modo strano e la cosa mi lasciava alquanto perplessa , da quando si era lasciato con Francesca la sua ragazza, sembrava soffrire di una certa apatia verso le ragazze della sua età, quasi volesse trovare sicurezza fiducia ed amore, era attratto dalle persone più grandi di lui, manifestando un particolare interesse per la mia persona, più di una volta mi ero accorta che spiava con insistenza il mio corpo, ed era prepotentemente attratto dalle mie gambe, lasciandomi sorpresa in un primo momento e successivamente preoccupata, fino al punto che avevo optato per i jeans anche in casa per evitare che i suoi occhi scrutassero fra le pieghe della mia gonna, durante i momenti di relax sul divano, oppure nel disbrigo dei lavori domestici.Il senso di malessere che provavo in quei giorni, aveva creato un ambiguità che si diversificava su due fronti, la curiosità di una situazione che eccitava la mia fantasia, e la certezza che tutto ciò era puramente virtuale, di conseguenza irrealizzabile, anche se più di una volta mi ero domandata cosa sarebbe successo se io avessi assecondato quello che probabilmente passava per la sua testa dando libero sfogo ai tabù ed ai divieti dovuti dal vincolo della consanguineità.Passato un certo periodo, la sensazione strana che mi aveva posseduta nei mesi precedenti si era affievolita, Marco sembrava più rilassato e l' interesse per una sua compagna di liceo mi tranquillizzò, ...
    lasciandomi con un pizzico di amaro in bocca, frammisto a gelosia, nonostante mi rendessi conto che quella era sicuramente la cosa migliore per tutti.Nonostante i miei 39 anni con un impiego di commessa indaffarata tutto il giorno a spostare vestiti e capi d'abbigliamento, mi ritrovavo alla sera stanca accusando il peso della fatica, pur sapendo che ad allegerire questo stato erano i tre principi fondamentali della mia vita, mio marito (anche se dovevo aspettare il suo rientro al sabato, dalla sede di Milano dove era stato trasferito cinque anni prima), mio figlio Marco e la mia casa.Come tutti gli anni decisi di prendermi un breve periodo di ferie nel periodo di settembre, amavo questo mese, inoltre avrei potuto partecipare al concorso di pittura organizzato dal "gruppo arti figurative" del mia città, e siccome la scelta del soggetto da dipingere era libera, optai per una versione paesaggistica.Alle dieci del mattino mi preparai per recarmi in collina, avevo calcolato che sarei arrivata quando la luce era migliore e i colori e le tonalità erano all'apice della loro luminosità, quando ad un tratto sentii la porta di casa aprirsi, era Marco:“Mamma sono tornato prima, manca l'insegnante d'inglese”Vedendomi tutta bardata con il mio cavalletto da campo, la valigetta dei colori, una gonna dai colori mimetici più un giubbotto multitasche sorrise e disse:“Mamma posso venire con te......... sembra che tu debba partire per la guerra e si fece una sonora risata”Accettai, ma dentro me un brivido ...
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