1. La scoperta


    Data: 11/12/2017, Categorie: Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ho un paio di storie importanti alle spalle, durate interi lustri: un matrimonio ed una convivenza. Non ho vergogna ad ammettere che entrambe le storie sono terminate per la mia irrequietezza sessuale; eccessiva, a sentire loro. E non credo che la mia componente omosessuale, cioè il ricercare piacere fisico anche facendomi inculare da uomini, spessissimo sconosciuti, abbia pesato nella loro decisione per poco più di un niente. Evidentemente ho scelto due donne non adatte o, forse, adatte ma non abbastanza; un po’ come se avessi comprato delle scarpe di una misura troppo strette, per intenderci. Con entrambe ho cominciato, dopo averle ben studiate ed aver sondato la loro mente, un lento lavorio per portarle ad una dimensione sessuale più ampia, non canonica. Le ho portate, entrambe, ad accettare di fare sesso con altre persone: a volte con coppie, ma più spesso –per facilità maggiore nel trovarli (pensavo!)- con singoli. Mi dicevo che, in fondo, concedere la mia compagna a singoli era come… una partita di giro: più fica c’era a disposizione, più aumentavano le mie probabilità di trovarne. Ma poi… ma poi, quando la mia lei era con un altro, la cosa mi intrigava un sacco e, sapendo bene come loro ed il loro corpo reagivano alle varie stimolazioni ed atti, facevo una sorta di gioco mentale ed, in pratica, era come se fossi spettatore di me stesso mentre ‘giocavo’ con la mia donna. Non ho imbarazzo ad ammettere di essere un amante abbastanza valido –anche tenero, abile ed ...
    altruista, il che non guasta con le signore!- e di aver una dotazione… onesta: dimensioni leggermente sopra la media, pur senza dovermi e volermi definire superdotato, ecco! Però provo un grande piacere mentale quando vedevo la mia lei alle prese con un altro e il piacere saliva esponenzialmente quando la lei era al centro delle attenzioni di più maschi insieme. Erano giochi fatti per amore, non per indifferenza o disprezzo, e questa complicità rafforzava il nostro sentimento. Nella mia prima storia (eravamo entrambi sotto i trent’anni) c’è un episodio che oggi trovo molto rivelatore: diversi anni prima, andavo sovente con uomini, per farmi sbattere; come è normale, alcuni hanno attraversato la mia vita senza lasciare alcuna traccia, mentre con altri, invece, è nata simpatia, un pochino di confidenza, pochi grammi di amicizia. Uno di questi ‘amici’ era Mauro: una persona di almeno una dozzina d’anni più di me, educata, distinta, con fare signorile: abbastanza alto, snello, un’incipiente calvizie, ma una persona garbata, ironica, decisamente simpatica. Dopo anni che lo avevo perso di vista, lo incontro in una spiaggetta nudista, dove avevo portato la mia mogliettina; grande è il piacere di averlo incontrato e faccio con gioia le presentazioni. Anche lei lo trova gradevole –pur se decisamente troppo vecchio per i suoi gusti: lei apprezzava al massimo i suoi coetanei- e, mentre faccio una nuotata, li vedo sempre lì a ridere ed a chiacchierare. Tornato a riva, mi unisco a loro e passiamo ...
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