1. E' la mia vita


    Data: 12/12/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: corsaro200, Fonte: Annunci69

    E’ la mia vita - Andiamo ai giardinetti a fare soldi? - Michè, non sono mica Pinocchio. Vuoi farmi credere che ai giardinetti c’è l’albero dei soldi? - No, Tommaso, ci sono i froci. - E che c’entrano i froci con i soldi? - Conosci Franco, quel caprone nero, nero? -Io faccio cenno di sì con la testa. Una sera ero senza soldi ed avevo voglia di fumare, stavamo in piazza, e gli chiesi una sigaretta. Questi spiritosamente mi fa: Perché non te le compri? Io gli risposi che se avessi avuto i soldi non gliel’avrei mica chiesta. E lui mi dice: Se vieni ai giardinetti, rimedi sicuramente i soldi, troviamo il frocio giusto, ci fa un pompino e ci dà cinquecento lire. Tommà, ti posso confermare che andò proprio così. Ci sono anche tornato e mi è andata sempre bene. Fu così che andai con Michele ai giardinetti, e come spesso nella vita, la prima volta fu speciale, un vero e proprio battesimo. Il mio accompagnatore sapeva cosa fare, mi disse di starmene da parte che avrebbe provveduto lui ad abbordare anche per me. Dopo un po’ lo vidi avvicinarsi in compagnia di un cinquantenne, il tipo più normale che avresti potuto immaginare. Michele mi fece cenno di andare ed io seguii quest’uomo, senza che scambiassimo una parola. Non nascondo che ero agitato, tutto era accaduto così in fretta, non sapevo cosa avrei dovuto fare. Non così l’uomo che mi precedeva. Infatti, arrivati che fummo in un posto appartato, dove nessuno ci poteva vedere, noi stessi quasi non vedevamo l’uno l’altro, mi si ...
    inginocchiò davanti, mi slacciò la cintura, sbottonò i pantaloni e me li abbassò fino alle ginocchia. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Io gli stavo davanti inebetito e irrigidito in tutto il corpo. Il primo contatto che ebbi con lui, furono le sue mani che mi accarezzarono le cosce dove tutti i peli erano irti. Quel contatto delicato e neutro mi rilassò, il sangue riprese a circolare e subito subentrarono altre emozioni. Il mio cazzo, che fino a quel momento era rimasto raggrinzito come una lumaca, cominciò a distendersi coll’umido tepore della bocca, dove era sparito, e ne uscì solo dopo aver scaricato il suo prezioso ed apprezzato nettare. Pensavo avessimo finito e mi aspettavo la ricompensa, invece: - Mi pisci in bocca? Queste parole furono le uniche che arrivarono inaspettate ed incomprensibili alle mie orecchie, a cui, fino a quel momento non erano giunti altri suoni, se non il mio ansimare, prima di sborrare. Questo fu il mio battesimo, non semplice come l’acqua sul cozzetto del neonato, ma un immersione totale nei piaceri della carne. Quando uscii dal nascondiglio, trovai Michele che mi stava aspettando. Mi chiese come era andata, ma io non riuscivo ad aprire bocca, non riuscivo a credere a quello che era successo, mi sembrava fosse successo ad un altro. Poi cedendo alla sua insistenza: - Michè mi ha chiesto di pisciargli in bocca. - Ma che dici. - Si proprio così. Io non sapevo cosa fare. - E lo hai fatto? - Vuoi sapere la verità? Non sono stato io a farlo ma il mio ...
«1234»