1. Violentata nel garage


    Data: 12/12/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Accidenti questa macchina anche stasera mi fa diventare matta il motorino d'avviamento gira vuoto, la voglia di andare a casa dopo dieci ore d'ufficio è tanta.Guardo l'orologio, sono le otto, Sandro e Michela mi staranno aspettando ed io sono qui con questa stupida auto che non ne vuole sapere di partire.Il parcheggio sotterraneo è deserto ed anche il cellulare non ha campo. Accidenti, impreco come uno scaricatore di porto. Sento montare il nervoso poi faccio un respiro lungo e cerco di ragionare e razionalizzare la situazione.I passi cadenzati mi fanno girare vedo un ragazzo venire dalla mia parte. Tiro un sospiro di sollievo.Lo chiamo e il giovanotto mi si avvicina. Sento che questo è un vero colpo di fortuna al limite gli chiederò un passaggio.“Qualche problema signora?”.Gli dico l'inconveniente e con aria severa lui mi guarda dritto negli occhi estrae una pistola e dice: “Se provi a gridare stasera non torni a casa!”Le sue parole mi paralizzano, un brivido di paura sale su per la mia schiena. Faccio un lungo sospiro, tento di mantenere la calma.Ma comincio a tremare dalla paura.L'uomo si posiziona alle mie spalle e da dietro mi sussurra: “Brava, devi stare calma e vedrai che non ti succederà nulla di brutto”.Quella frase, il tono... mi fa pensare male, percepisco un lieve doppio senso che mi fa propendere al peggio.Non voglio pensarci, fingo che non sia successo nulla e continuo a rimanere immobile, mentre dalla paura il cuore nel mio petto ha accelerato i battiti e ...
    sembra voglia scoppiare.Sento il suo corpo aderire al mio da dietro. Quello che prima era un terribile sospetto ora sta diventando un'atroce realtà.“Sei sposata?”Alla mia risposta affermativa aggiunge: “hai dei figli?”“Si una di quindici anni”.“Come ti chiami”.“Licia”.“Sai che sei davvero bella...Licia” mi sussurra all'orecchio.Sono terrorizzata dalla paura e il solo pensiero di essere alla mercè di uno sconosciuto armato mi fa impazzire.Una mano mi palpa da sopra il vestito e s'incunea fra le mie gambe sul davanti sollevando il tessuto fino alle cosce, mi sento raggelare il sangue è evidente quello che vuole da me.Con voce tremolante lo imploro: “La supplico sono una mamma mi lasci andare via la scongiuro”.Sento la sua mano appoggiata sul mio inguine.La paura di venire violentata mi fa sentire vulnerabile, non connetto più razionalmente, un ronzio risuona nella mia testa e comincio a valutare se lasciarmi andare per fare finire al più presto questa situazione oppure reagire lottando per un sopruso che non accetto minimamente.Ora la sua mano si è intrufolata sotto l'abito, il contatto della sua mano sul nylon dei collant mi provoca un moto di stizza e quando le dita strappano la leggera trama del tessuto per accarezzare la mia pelle nuda, un brivido di rabbia mi scuote tutta.I suoi polpastrelli accarezzano la parte delicata e vellutata del interno coscia e si fermano soltanto quando raggiungono il tessuto delle mutandine.Sento che sto per essere violentata, la rabbia il nervoso ...
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