1. Quello scoglio da cui ci si può tuffare


    Data: 12/12/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: mikirn82, Fonte: Annunci69

    Adoro girare il mondo, ci sono tanti posti belli da vedere, quanto da provare. Provare per cosa? Beh, per il sesso naturalmente. Io e la mia compagna abbiamo una predilizione per le scogliere. Lo abbiamo scoperto in Croazia, sull’isola di Lussino, nel lontano 2003. Il nostro albergo offriva una spiaggia privata, molto carina ma costantemente affollata. Dal lato opposto all’albergo, partiva una camminata lungo una fila di scogli lunga circa un chilometro. Il secondo giorno decidemmo di percorrere la camminata, stufi di rosolarci al sole. La mia ragazza si legò alla vita un pareo decisamente trasparente; attraverso la trama beige spiccava il suo bellissimo culetto, diviso dal filo bianco del perizoma. I miei non erano certo gli unici occhi della spiaggia fissi su quella meraviglia. Non mi eccitava vedere gli altri sbavare su di lei, ma non potevo certo evitarlo. E forse nemmeno lo volevo del tutto Come di consuetudine la mia mano si appoggiò su quelle bellissime sfere carnose, come a guidarle verso il sentiero. Le baciai il collo, un gemito fievole uscì dalle sue labbra. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Appena usciti dal terreno sabbioso, gli zoccoletti della mia ragazza, sbattendo contro il cemento del marciapiede, attirarono l’attenzione di chi si era perso la scena del pareo. D’altronde non si poteva fare a meno di notare tanta bellezza. Dei lunghi capelli mossi, un misto di castano scuro e chiaro, scendevano lunga una schiena che chiunque avrebbe a tutti i costi voluto ...
    vedere inarcata verso di se. Due grandi occhi verdi rendevano dolce un viso davvero sensuale. Dei bei seni stretti dentro un bikini bianco completavano l’opera. Mentre camminavamo lungo la passeggiata, notai lo sguardo costantemente incuriosito della mia ragazza, rivolto verso gli scogli. Sembrava stesse cercando qualcosa Arrivati al termine del marciapiede tornammo indietro; prima però, dato che non c’era nessuno in giro, ne approfittai per baciare la bellezza al mio fianco, e per stringerle i capezzoli sotto al bikini. Questa cosa la eccita tantissimo, tanto che quando glielo faccio a casa, mi salta addosso al limite della violenza carnale. Già, a casa, tra le mura che ci danno sicurezza e intimità, la mia lei è una belva. Fuori si sente più insicura, specialmente per il suo fisico. Io davvero non capisco come possa, dato che anche se non rispetta i canoni di bellezza della moda (anoressia), il suo fisico è desiderato dal 99% delle persone che incontra. E non parlo solo di uomini. Ma non mi arrabbio mai con lei per questo, ci mancherebbe. Quando ha i suoi giorni in cui si vede brutta, io la scopo con il doppio della passione. Ma tornando a noi, sapevo che stringendole i capezzoli avrei scatenato in lei un conflitto tra piacere e pudore. E così fu. La sua mano scivolò sul mio uccello, duro per tutta la passeggiata. D’improvviso però la tolse, staccandosi dalle mie labbra, e apostrofandomi come uno stronzo. Fu così che riprendemmo la camminata verso la spiaggia. A circa metà ...
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