1. L'ultimo mondiale di Giovanna


    Data: 13/12/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Erano ormai 10 anni che Giovanna gestiva il pub accanto al metrò. L’aveva ereditato dal padre dopo la sua morte; l’attività era gratificante, molti soldi entravano regolarmente e le sue doti manageriali aiutarono il successo del locale. Un grande piano terra sempre affollato, un soppalco per il biliardo e un’ampia cantina/magazzino le consentivano di soddisfare più di un vizio economico e la passione per i viaggi. Dopo due settimane di relax Giovanna era appena tornata da Sidney, quando riprese in prima persona in mano il lavoro; il suo assistente Davide aveva organizzato nel frattempo tutti gli addobbi (bandiere e sciarpe) e installato due maxischermi per trasmettere le partite del mondiale di calcio. A servire aveva tre brave cameriere, quindi la sua presenza attiva nel pub si limitava ad alcuni momenti di cassa, a lunghe chiacchierate con i clienti abituali, o a qualche pettegolezzo con le commesse dei negozi accanto le quali accompagnavano i rispettivi fidanzati per assistere alle partite. Il rito della visione collettiva delle partite al pub di Giovanna era oramai consolidato, sia per gli incontri della nazionale italiana che per gli altri big match. Turisti e immigrati che lavoravano nei dintorni affollarono il locale sin dall’inizio del mondiale. La sera del secondo incontro dei quarti di finale Giovanna era più allegra del solito. La vacanza riuscì a mitigare ogni preoccupazione ed ansia per un divorzio che l’aveva provata per tutto l’inverno. Ma ora si era ...
    ripresa, pronta ad iniziare una nuova vita. A quarantadue anni era più bella che a venti. Una prorompente donna non molto alta con i capelli neri corti che esaltavano i suoi occhi nocciola e il suo viso giovanile. Quella sera era vestita sportiva come sempre quando era al pub: un pantalone della tuta le fasciava il sedere e le gambe modellate dalla piscina, la sua più grande passione, una semplicissima maglietta bianca senza maniche che aveva solo il “difetto” di esaltare la sua terza abbondante e l’abbronzatura delle sue braccia. Le sue risate contagiose, il suo sorriso smagliante e il fascino di quella donna calda e sensuale colpirono Diego all’istante.Diego era un aitante pezzo di merda. Lavorava come magazziniere in uno supermercato dall’altra parte della città. Era lì per puro caso, aveva appena mollato l’ennesima ragazza e dopo un giro in macchina solitario si era fermato per bere qualcosa. Il calcio non gli interessava. Passava da una storia all’altra, chiudendo i ponti ogni volta che il rapporto diventava serio. Non aveva paura di impegnarsi, semplicemente voleva solo divertirsi. Scopare e basta con più donne possibili. Trent’anni buttati nell’olimpo della lussuria. Alto, biondo ed attraente, un viso che non combaciava di certo con il carattere menefreghista. Diego adocchiò Giovanna alla prima risata della donna. Lei era in piedi dietro il bancone e parlava divertita con una coppia di clienti, probabilmente marito e moglie. La posizione delle braccia appoggiate sul bancone ...
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