1. La fattoria


    Data: 13/12/2017, Categorie: Cuckold, Etero, Trio, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Andare dal notaio per un testamento non è mai bello, soprattutto se la persona che muore è una di quelle a cui tieni di più. Però, a quanto pareva, mia nonna qualcosa mi aveva lasciato e io, seppur solo per testimoniare, sono andato a vedere quali erano le sue ultime volontà.Sono sempre stato legato a mia nonna Nunzia, tanto che la chiamavo sempre per nome e almeno due o tre volte a settimana passavo a prendermi un caffè, fatto rigorosamente da lei, e chiacchierare della mia vita (università, ragazze, famiglia, progetti) e della sua. Era vedova da molto tempo ma con una fattoria ben avviata (mucche, cavalli, pecore, maiali ecce cc) era sempre in ottima forma e impegnata mentalmente. Purtroppo, però, un ictus se l’è portata via e non c’è stato nulla da fare.Dal notaio scopre che le sue ultime volontà sono quelle di distribuire dei beni ai figli e a me, soltanto a me, lasciare la fattoria avviata con la casa (circa 200 mq su due piani) per potermi rifugiare e studiare in tranquillità. Ecco lei ha sempre capito che avevo bisogno di allontanarmi per poter essere concentrato, tanto che nella fattoria posso anche non fare nulla vista la presenza degli operai, con ogni cosa contabile gestita dal suo vecchio amico e commercialista. Anzi quest’attività frutta qualcosina anche a me per campare bene quando sono in quella casa.La prima occasione per andare nella mia “nuova” casa capita dopo le vacanze natalizie, periodo in cui iniziano gli esami universitari, così da non dover ...
    disturbare nessuno con le mie paranoie e i miei scazzi.I primi giorni passarono tranquilli, anzi amavo proprio quella solitudine, visto che era un posto contadino con poche case e tanta tranquillità. Dopo i primi giorni di svacco, quindi, ho iniziato a macinare con lo studio e il pomeriggio, dopopranzo solitamente, raccoglievo la legna per il camino, uno di quelli che scaldano tutta la casa, così da non uscire più durante il pomeriggio.La capanna della legna è vicina alla stalla delle mucche che confina con un terreno agricolo coltivato dai vicini della nonna. Da quando sono piccolo li ho sempre chiamati zii perché, vivendo così vicino a mia nonna, spesso li vedevo lì e spesso rimanevano a cena da lei. Ci sono affezionato alla signora Rosa e al marito Clemente, una coppia con lei 60enne e lui qualche anno in più. Tipiche persone di una cultura antica che, piuttosto di lasciarti digiuno, si tolgono il pane di bocca loro stessi.«Hey tu bel giovanotto sei qui?» la voce è quella inconfondibile della zia Rosa che ride divertita.«Veramente da quel dì che sono qui» mi rialzo guardandola divertito mentre la guardo aldilà del canale. La zia mantiene sempre lo stesso fisico da donna di campagna, grandi tette e grandi fianchi con un culo che sporge in fuori e due occhi neri con dei riccioli castani che le scendono sulle spalle.«Appunto sono giorni che sei qui e nemmeno un saluto agli zii- dice quasi con tono accusatorio divertita- cos’è ti sei dimenticato di noi?»«Ma no no solo che non volevo ...
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