1. Isabella


    Data: 13/12/2017, Categorie: Trio, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    ISABELLA. 0.La conobbi tramite Flavia, cioè no… l’avevo vista tante altre volte, da bambini la prima, nelle colonie estive, e sebbene fosse un’età innocente, in cui il sesso lo fuggivo, forse ipocritamen-te per paura dell’adolescenza che si affacciava… malgrado“l’innocenza” di quella età, dicevo, provavo già allora, una forte attrazione per Isabella.Fu drammatico constatare ad un anno di distanza nella mia mente ancora fanciulla, che alla colonia estiva non s’era iscritta e che probabilmente non ci saremmo più rivisti. Ma il destino, ammesso che ci sia, gioca strane carte. Rivederla altri tre anni dopo, ingrassata e cresciuta in altezza più di me, mi allontanò da lei e da ogni possibile intenzione. Ma poi passarono altri due anni, Isabella si iscrisse al mio stesso liceo, dimagrita e in piena forma, e non più troppo alta per il sottoscritto che con le ultime esplosioni ormonali si era alzato un po’ dappertutto.La sua memoria… beh quella aveva sempre lasciato a desiderare… non ci fu una sola volta che mi rivedesse a distanza di tempo e mi riconoscesse, ogni volta dovevo ripresentarmi, farle capire chi ero… dopo un certo numero di volte lasciai perdere. Passai i miei anni del liceo, tra le braccia di altre, tra avventure, occupazioni, autogestioni e corsi in palestra per riprendere la forma dopo le debilitazioni che ogni fase scolastica mi creava.Forse la spregiudicatezza con cui avevo imparato a pormi nei confronti degli altri, a causa del carattere un tempo timido e degli ...
    abusi di potere degli insegnanti, mi aveva portato prima a vivere tante avventure sentimentali, ma poi, d’improvviso, alle soglie della laurea, mi ritrovai solo.Flavia non era una brutta ragazza, tutt’altro. Un po’ in carne forse, ma non proprio grassa, attraente, o meglio attraente per me. Fu lei a cercarmi, cioè fu lei che mi abbordò quella sera al ristorante del parco. Cameriera brava e capace, sapeva trattare i clienti, in particolare quelli che in qualche modo l’attizzavano. Non so cosa esattamente la portò a scegliere proprio me, tra tre uomini allo stesso tavolo, tutti elegantemente vestiti ed educati, ma fatto sta che tra un bicchiere e l’altro, una chiacchiera e l’altra, me la ritrovai seduta in auto con me, nel sedile a fianco. 1.La sua mano destra passò sui miei pantaloni all’altezza della cerniera.“Come sta? E’ in forma o devo aiutarlo ad alzarsi?”Mi ritrassi d’istinto, sebbene sentii che tra le mutande avveniva qualcosa. Flavia se ne accorse, sia della reazione che dell’erezione.“Cos’è… non ti piaccio io o non ti piacciono le donne che prendono l’iniziativa?”“Ma… più che altro è che ci siamo appena conosciuti…”Per tutta risposta mi porto le sue labbra sulle mie e ci baciammo a lungo, toccandoci in più punti, sopra e sotto i vestiti, finché non fu lei a ritrarsi, ma solo per dirmi:“Ce ne andiamo a casa mia? Io vivo sola…”Colsi la palla al balzo. Non scopavo da almeno otto mesi! Finalmente mi si presentava un’occasione.La casa di Flavia era alla periferia. Di fronte ...
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