1. Isabella


    Data: 13/12/2017, Categorie: Trio, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    anche perché davo loro le spalle, ma non potei non voltarmi quando Flavia staccandosi in fretta da me gridò di gioia e corse incontro a qualcuno alle nostre spalle.“Isabella!!!”“Flavia! Ciao!!”Le due ragazze si abbracciarono e si scambiarono due baci sulle guance… non posso, non potrei nemmeno se mi sforzassi descrivere le sensazioni che provai nel rivedere Isabella, a distanza di 5 anni dall’ultima volta, più bella e in forma che mai… ma più che altro fu nel vederla abbracciare Flavia! La mia ragazza e la mia più grande attrazione si conoscevano! Erano o erano state amiche!“Lui… è il tuo ragazzo?” sentii chiedere da Isabella con tono perplesso“Naturalmente!” rispose Flavia con orgoglio e strizzando l’occhio.Non capii sul momento, non realizzai.Isabella salì sul nostro stesso bus, trovammo posto in fondo, negli ultimi sedili, Flavia si sedette in mezzo a noi, e sebbene la tenessi stretta cingendola alle spalle, non riuscivo a staccare gli occhi dalla figura di Isabella, poco più in là, sulla mia destra, nel sedile accanto a Flavia.Ascoltai poco i loro discorsi, capii però che Isabella lavorava al Marrakech, un locale gettonatisi-mo, con un buon stipendio ma che non trovava un appartamento, stava appunto andando verso la periferia per parlare con un affittuario.“Perché non resti a cena da noi?”Flavia lanciò la proposta che fu la sua condanna, se avesse intuito a cosa andava incontro probabil-mente non avrebbe mai proposto nulla di simile.Isabella colse al volo l’occasione, ...
    scese alla nostra stessa fermata guardò bene dove Flavia ed io abitavamo, e si allontanò dicendoci che dopo aver parlato con il proprietario dell’appartamento in affitto sarebbe ritornata.Un quarto d’ora dopo, tutti e tre stavamo a tavola a chiacchierare. Flavia e Isabella mi dissero che si erano conosciute al liceo, erano in classe assieme e che durante le lezioni autogestite, si erano entrambe prese una piccola cotta per me, o meglio o per il mio gusto nel trasgredire, nel parlare alle masse studentesche.“Se me lo aveste detto allora mi avreste avuto ai vostri piedi…”Ma più cercavo di ricordarmi di Flavia e meno mi ricordavo di lei ai tempi del liceo… solo quando rovistando tra le sue foto, mi mostrò la foto di classe. Lei e Isabella stavano una accanto all’altra, sorridenti… e solo allora mi ricordai di Flavia. Ai tempi era diversa, grassa, capelli biondi tinti e occhiali… e me la ricordavo infatti, in perenne accoppiata con Isabella, una mora, l’altra bionda, una alta l’altra bassa, una magra l’altra grassa, ma il buffo era che avevo sempre pensato ai tempi che il nome di Flavia fosse Laura… o Elisa addirittura…Si fece tardi tra una chiacchiera e l’altra, in breve, quando Flavia capì che si era fatto tardi per l’ultimo autobus, sistemò il divano letto del soggiorno e cercò una camicia da notte che fosse adat-ta a Isabella.“Di solito dormo con la sottoveste… ti ringrazio Flavia per il disturbo, ma non occorre…”“Sicura?”“Sicurissima”Senza tante inibizioni, Isabella si tolse ...
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