1. l'amico nero di mio figlio P.5


    Data: 09/10/2016, Categorie: Tradimenti, Autore: maialazzo, Fonte: Annunci69

    Ricordo quell'estate come un lungo e ininterrotto orgasmo; io e Jerome ci incontravamo praticamente tutti i giorni feriali, per almeno due o tre ore di sesso continuato. Il pomeriggio mi facevo sbattere furiosamente e sfogavo tutta la mia libido, la sera invece la passavo a cucinare e sul divano stretta stretta con mio marito, mentre dai miei buchi sentivo colare i fluidi che vi erano stati depositati in profondità nel pomeriggio. Anche se mi sentivo in colpa e mi vergognavo, la cosa non poteva non eccitarmi, tanto che quando mi alzavo dal divano per andare in bagno non mancavo mai di annusarmi (e a volte assaggiare) la mano che mi passavo prima sulla fessura. Con Jerome ci separammo solamente per le tre settimane di vacanze in famiglia dai suoceri ad agosto, che mi sembrarono non finire mai. In quel periodo però anche il rapporto di coppia con mio marito Giuseppe fece un passo significativo: quando scopavamo io non lo sentivo più, il suo pene era così più piccolo di quello di Jerome che non riuscivo a percepirlo. Ormai il mio canale si era adattato al diametro del ragazzino nero, e il cazzo di Giuseppe ci ballava letteralmente dentro. Lui non se ne rese conto, o almeno non me lo fece notare, ma per evitare l'imbarazzo e domande difficili, iniziai a prendere l'abitudine di fargli un pompino al posto di farmi scopare, e questo non gli dispiaceva per niente, anzi! Inoltre, per volersi sdebitare, cominciò a leccarmi la passera regolarmente, cosa che non aveva mai fatto con ...
    piacere ma, devo ammetterlo, era bravo a farlo. Con Jerome ero sempre e solo io ad usare la bocca, quindi mi piaceva questa novità, e mi faceva piacere poter godere di nuovo con mio marito. Oramai il sesso era diventato parte integrante della mia vita e della mia quotidianità: anche nei gironi in cui trombavo un sacco con Jerome, mi facevo comunque due o tre ditalini al giorno. Mi ero assuefatta all'orgasmo e non potevo più farne a meno.Nei giorni festivi, quando mio marito si alzava prima di me, io restavo sotto le lenzuola e iniziavo la giornata con un paio di ditalini. Quello che vi voglio raccontare però è di quella volta che il rapporto con Jerome raggiunse un livello successivo. Quando la scuola riprese, potevamo vederci solamente tre pomeriggi a settimana, perchè negli altri due aveva gli allenamenti e gli incontri di basket. Un pomeriggio di ottobre accompagnai mio figlio Riccardo alla palestra dove si teneva l'incontro della squadra della scuola; Jerome giocava, Riccardino organizzava le uscite dalla scuola degli studenti. In quei giorni tra l'altro, Riccardo si era trovato una ragazza, anche abbastanza carina, ma di questo vi racconterò più avanti. Finita la partita, a cui avevo assistito con un certo prurito fra le gambe, osservando ogni movimento, ogni muscolo, ogni goccia di sudore del mio stallone nero, Riccardo mi comunicò che lui restava in giro con Susanna (la sua ragazza) ma che a Jerome e ad alcuni ragazzi serviva un passaggio, se potevo aiutarli io. ...
«1234»