1. Il bastardo


    Data: 06/11/2016, Categorie: Voyeur, Autore: sharon, Fonte: EroticiRacconti

    la vittima, alla fine come al solito sarò io. Ma perché le donne, che si sa, sono sempre loro le stronze, riescono a farci credere il contrario e a farci sentire sempre la coscienza sporca ? Ora è lei che mi fissa; forse cerca di cogliere nel mio sguardo un pur minimo suggerimento, un invito. E' scossa più che mai e…. lentamente, molto lentamente, mentre il bla, bla continua le gambe si discostano di poco anche se solo per un attimo una dall’altra. Le mani meccanicamente con frenesia cercano, ma inutilmente, di allungare la gonnellina. Ma è corta, troppo corta. Io continuo a deglutire involontariamente. Non mi è ancora ben chiaro se si rende conto del mio stato d’animo e ci marcia, o se veramente è solo l’agitazione a renderla più scomposta e così piacevolmente intrigante. Si, credo proprio che il mio sguardo traditore le abbia trasmesso tutto il mio coinvolgimento perché sempre lentamente quasi fosse una azione casuale, naturale; le gambe si aprono ancora di più. Che spettacolo ragazzi! Che gambe! Le cosce sembrano non finire mai. Ora sì. Ora vedo con certezza anche se di poco le mutandine e mi accorgo che lei, non solo ne è conscia ma anche eccitata e intuendo il mio entusiastico consenso osa un po’ di più. Con le mani sempre appoggiate sulle cosce stringe le braccia pressandole quasi ritmicamente sul seno che gonfia sempre di più ad ogni sollecitazione. Il maledetto bottoncino sembra resistere ad oltranza. E’ per me una piacevolissima tortura ma spero tanto che l’asola ...
    prima o poi la smetta di competere, di resistere. L’asola lotta, lotta sempre ma l’indice della mano destra ora sembra venire in mio soccorso perché molto nervosamente penetra, anche se di poco, nella scollatura, massaggia il decolté sino a spingersi anche in profondità fin tanto che: voilà, si sgancia! Il bottoncino finalmente si sgancia e la parte superiore delle coppe insieme a parte delle scure areole balzano improvvisamente al mio cospetto. Con l’altra mano inizia timidamente a massaggiarsi le cosce e piano piano arriva a sfiorarsi lo slip sicuramente già umido. Imperterrita continua anche se confusamente a raccontare chissà cosa e chissà a chi. L’espressione di certo meravigliata e assolutamente condiscendente del mio viso le infonde sicurezza. Prende coraggio e con movimenti flessuosi si sfila lentamente, molto lentamente lo slippino, con una gestualità ampia e teatrale, lo getta per aria e lontano, si alza la gonna, come se ce ne fosse ancora bisogno; allunga le infinite gambe ed ora è quasi come se fosse sdraiata sulla sedia, le dita di una mano passano ossessive sulle bagnatissime grandi labbra, le massaggiano e sfiorano a volte il clitoride che si esalta, si eccita; le dita dell’altra mano aprono con risolutezza e rapidità tutti i bottoni della camicetta e…porca miseria che tette! Non ha neppure il reggiseno. Tutte vere! Su di loro svettano due grandi e turgidi capezzoli rossi che impreziosiscono ancora di più quel giovane e splendido seno. Non avrei mai pensato ad un ...
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