1. Convivenze


    Data: 04/12/2016, Categorie: Etero, Autoerotismo, Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Era un giovedì mattina grigio e noioso, di quelli che ti fanno venir voglia di non alzarti nemmeno dal letto. La mia coinquilina si era già alzata da almeno un'ora e la sentivo girare per casa, andare avanti e indietro per la sua stanza, probabilmente preparando la borsa dell'università. Faceva più fracasso del necessario, molto più del solito almeno, così mi decisi ad alzarmi, mettendo un tanga nero sotto la canotta troppo larga che usavo per dormire, giusto per convincermi a cominciare la giornata.Mi avvicinai alla porta della sua camera sbadigliando, incuriosita dai suoi borbottii, e la trovai accosciata davanti all'armadio che occupava gran parte della parete di fronte al suo letto, visibilmente contrariata. Ai suoi piedi e su gran parte delle superfici della stanza si stavano accumulando quasi tutti i vestiti del suo considerevole guardaroba.-Si può sapere cosa stai combinando a quest'ora di mattina?- le chiesi.Si voltò di scatto, come se l'avessi colta a fare qualcosa di terribilmente inappropriato, da sola ed in intimo nella sua stanzetta, e mi guardo con due occhi da cerbiatto spaventato. Mi leccai involontariamente le labbra.-Oh Kat! Non volevo svegliarti... stavo solo cercando qualcosa da mettere stasera. Sai, al Black Rose c'è un party fantastico a sentire le ragazze. Vorrei davvero, davvero andarci- mi rispose.Lasciai scorrere lo sguardo tra i vari capi che aveva lasciato in giro, poi tornai a guardarla. Il Black Rose era un locale piuttosto esclusivo e ...
    dubitavo che l'avrebbero mai lasciata entrare con uno dei suoi abiti da ragazzina casa e chiesa. A quanto pare il mio sguardo fu sufficiente a confermare i suoi timori.-Non posso andare a cercare qualcosa in giro per negozi, ho lezione fino a tardi!- gemette snocciolando parole alla velocità della luce. Le capitava spesso quando era agitata.-Non puoi saltare qualche ora per una volta? Ti accompagno in un paio di posti carini e poi vai in università- mi offrii.La ragazza scosse la testa, offrendomi il bellissimo spettacolo dei suoi capelli rossi che ondeggiavano lasciando scoperta la pelle candida del suo seno, con la sua curva generosa che sembrava dover esplodere dal reggiseno da un momento all'altro.-Lo sai che non posso assolutamente mancare, soprattutto quando sono così vicini gli esami!- Lei ed il suo senso del dovere dannatamente innaturale. Cosa diavolo le avevano insegnato in quella famiglia di teste di legno? Non avevo mai smesso di chiedermelo.-D'accordo allora, vediamo se posso darti io qualcosa per questa volta- dissi, fingendo di pensarci qualche momento.Lei saettò in piedi proponendomi il delizioso movimento delle sue tette morbide, venendomi ad abbracciare con trasporto. La sua pelle aveva un vago sentore di pesca ed i suoi capelli mi solleticarono la pelle del collo. Il suo corpo era caldo e morbido, la sua pelle liscia sotto le mani mi fece venire in mente diversi giochi per farla diventare ancora più calda e molto più sensibile. Mi stava salendo dal basso ventre ...
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