1. libera nos domine


    Data: 27/12/2016, Categorie: Cuckold, Dominazione, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ci sono delle volte durante le quali vorrei semplicemente dimenticare.Non andare avanti, non rimediare, semplicemente dimenticare. Per sentirmi meno stronza, meno merda.Questa notte è una di quelle volte.Son le 4 del mattino mentre scrivo queste righe e ancora non so se saranno poche, tante o se premerò "aggiungi storia".Non so se il suono dei tasti della tastiera possa arrivare alle sue orecchie, in camera da letto.Di sicuro arriva alle mie e sembra quasi che ogni tic, ogni tac delle unghie sulla plastica dei tasti, scavi un po' di più, grattando via la scorza d'insensibilità che credevo essermi costruita dentro.Sarà il silenzio della notte, sarà il vuoto che sento dentro, ma questo suono è quasi snervante.Eppure.Eppure non riesco a smettere di scrivere, di muovere le dita a ritmo.Tic tac tac tac tac pausa tac tac tic tic.Come ogni mercoledì son uscita con le amiche.Cinque giovani donne che, tra impegni di lavoro e vita familiare, riescono a ritagliarsi almeno una sera da passare in tranquillità.La vita e le mie decisioni -soprattutto queste, a dirla tutta. Mai voluto un marmocchio, io- non mi hanno resa madre, ma moglie si. Ormai son 3 anni che son sposata e non mi son mai pentita d'avergli detto si.È un matrimonio felice? Si, con alti e bassi ma si, è felice.Ci siamo mai traditi? Che io sappia, fino a ieri, no, nessun tradimento.Si, come avrete intuito, ieri ho sbagliato, non son riuscita ad evitarlo.E si, ora, nel silenzio della notte, nella solitudine e con il solo ...
    monitor come fonte d'illuminazione, lo vedo come un errore. Come uno stupidissimo errore.Dopo la cena ci siamo fermate a bere qualcosa, giusto per non tornare a casa troppo presto, giusto per non trovar i compagni e i mariti svegli e dover raccontare loro per filo e per segno come è andata la serata, ripetendo ogni volta la stessa storia, raccontando sempre le stesse cose.Beh, questa sera ne avrei avute, da raccontare.Però preferisco tirar fuori tutto e lasciarlo qua, in forma scritta, piuttosto che dirlo a lui.In fondo, non vogliatemene, voi siete degli sconosciuti.Tic tac tac tic tac tac tac questo suono mi tirerà scema ed un po' lo spero.Al bancone ho scambiato due parole con un uomo, sulla quarantina, forse cinquantina.Oh, dieci/quindici o venti anni di differenza non sono poi così tanti, non iniziate con quello sguardo.Curato nell'aspetto, dalla buona parlantina.Probabilmente un libero professionista.Probabilmente ha barato ma, visti i tatuaggi ed il vestiario, è sempre stato facile indovinare il mio genere musicale preferito.Ha parlato un po' di quando ascoltava i sex pistols, da giovane e, se devo essere onesta, mentre me ne parlava mi son ritrovata a pendere dalle sue labbra.Certo, i bicchierini di Zacapa che giacevano sul ripiano del bancone devono aver dato il loro valido contributo, ma una buona capacità oratoria devo concedergliela.Quando le amiche son andate via, son rimasta da sola con lui e non mi son fatta problemi ad accettare di farmi riaccompagnare da ...
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