1. Le avventure di Roxanne. cap.8: Solo un'occhiata.


    Data: 20/03/2017, Categorie: Voyeur, Autore: Joe Cabot, Fonte: EroticiRacconti

    Roxanne e Giselle scivolarono fuori dalla Magione passando dagli ambienti di servizio. I grilli suonavano il loro cantico nella notte stellata e le sottili vestaglie facevano somigliare le due giovinette a due leggiadri fantasmi, mentre correvano a piedi nudi sul prato al limitare del bosco. Appena oltre i primi alberi quasi urtarono la figura scura di un cavaliere a cavallo e non poterono evitare di lasciarsi un intenso gridolino, subito strozzato: più spaventato quello di Roxanne, carico di emozioni quello di Giselle. Il cavaliere smontò di sella e si diresse verso altri due cavalli, che attendevano mansueti e silenziosi al buio. Roxanne riconobbe la sua cavallina preferita e, facendosi coraggio, si avvicinò. L’uomo, a cui lei arrivava a stento all’altezza del possente petto, la sollevò senza sforzo per i fianchi e la posò sulla sella da cavallerizza. «Merci, Prince Koutou» sussurrò imbarazzata, con ancora sui fianchi il ricordo delle sue grandi mani. Il buio, molto denso nel folto del bosco, impedì a Roxanne di vedere il rossore imporporare le guance candide di Giselle, quando l’uomo sollevandola come aveva fatto con lei, ne incrociò lo sguardo. La pelle di Giselle, pareva riflettere la luce delle stelle, mentre del volto scuro di Koutou era visibile solo il bianco degli occhi attorno al nero delle pupille dilatate. Cavalcarono per qualche miglio nella notte prima lungo un sentiero, poi su una sterrata finché giunsero alla tenuta di caccia. A parte i rumori del bosco, ... tutto taceva e la Tenuta pareva dormire silenziosa come gli alberi e le stelle. Koutou aiutò le due damigelle a scendere dalle proprie cavalcature, poi si allontanò, tenendo le redini dei due cavalli, verso la stalla. Roxanne prese la mano di Giselle, il cui sguardo indugiava su Koutou che si stava allontanando, ed insieme salirono i gradini che portavano alla porta della Tenuta. L’edificio, con le finestre sbarrate, pareva disabitato. Tirarono piano il pesante anello, sorretto dalla bocca di un lupo di bronzo, che faceva da battente, e poco dopo la porta si aprì. «Bonsoir, mademoiselles» cinguettò una sorridente Marie. «Le Marquis vous attend.» La domestica della Magione teneva un candelabro in mano e fece loro strada nel piccolo atrio fino al salone di caccia, illuminato da altri candelabri. Lì il Marchese d’Erot stava aspettando con un libriccino in mano, disteso con grazia su un divanetto. «Ma chere, sei venuta…» «Oui, ma solo per un’occhiata.» «Certainement!» «Aspetto qui» aveva detto Giselle. Roxanne aveva annuito appena e aveva seguito il Marchese al piano di sopra. L’uomo le aveva cortesemente aperto la porta di un’ampia camera da letto illuminata da candelabri e riscaldata da un ampio caminetto dentro cui scoppiettava il fuoco. I colori predominanti erano l’oro, il rosso ed il verde, con pesanti arazzi e tendaggi decorati con scene di caccia, cervi, cinghiali, battute, lepri in fuga, cani all’inseguimento. «Marie si è data un gran da fare» spiegò il Marchese. «Qui non ...
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